Un’app per la sicurezza sul Velino

9 Novembre 2022

L’applicazione per scongiurare tragedie. Sabato presentazione a Massa d’Albe 

MASSA D’ALBE. Ecco un’applicazione per smartphone e tablet per “passeggiare” sul Velino in tutta sicurezza. Sarà presentata sabato alle 16, nella sala consiliare del Comune di Massa d’Albe, la nuova app dedicata alla sicurezza in montagna. Il progetto nasce da un’idea del consigliere comunale di Massa d’Albe Simone Giffi sulla scia della tragedia del Velino. Era il 24 gennaio dello scorso anno quando una valanga di enormi proporzioni travolse il commerciante Tonino Durante, l’ingegnere dell’Eni Gian Mauro Frabotta e i fidanzati Gianmarco Degni e Valeria Mella. Ci vollero 27 giorni per ritrovare i loro corpi sepolti sotto la neve e il ghiaccio di Valle Majelama.
L’applicazione è stata messa a punto grazie alla collaborazione degli studenti del “Majorana” e di due studenti dell’Università dell’Aquila guidati dal professor Francesco Tarquini, docente della facoltà di Ingegneria.
L’applicazione sarà disponibile sugli app store subito dopo la presentazione. «Si tratta di un’applicazione per fruire la montagna in sicurezza», precisa Giffi che da appassionato di trekking ed escursionismo osserva come «ancora troppe persone si avventurino in montagna senza essere debitamente informate e senza il giusto abbigliamento».
Grazie a un Qr code, che verrà posizionato all’imbocco di ogni sentiero, ogni escursionista potrà registrarsi ed essere seguito da quel momento in poi da un gps per tutta la durata della sua attività. Nel caso in cui lo sportivo si discosti rispetto al percorso, riceverà un messaggio sullo smartphone cui dovrà dare un feedback. In caso di risposta con una richiesta di aiuto l’app è in grado di attivare i soccorsi fornendo la posizione dello sportivo. Al momento sono stati censiti i 20 sentieri che ricadono nell’area del Parco naturale Velino-Sirente.
L’app è stata testata su percorsi dove c’è copertura telefonica, ma si sta lavorando per incrementare il segnale nello cosiddette zone d’ombra. Al contempo si lavora anche per tracciare altri sentieri, compresi quelli a quote più basse, per incentivare l’accesso alla montagna da parte di tutti non solo degli escursionisti più esperti, ma anche di chi ama semplicemente fare trekking. (f.d.m.)
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