Un applauso a don Nunzio il custode di Collemaggio

18 Giugno 2023

Fedeli in lacrime ai funerali del rettore emerito della basilica scomparso a 80 anni Il cardinale Petrocchi: «Ti abbracciamo con immenso affetto e ti affidiamo a Maria»

L’AQUILA. Un applauso lungo, spontaneo, commosso ha salutato don Nunzio Spinelli nel momento in cui usciva per l’ultima volta dalla “sua” basilica di Collemaggio. Sul piazzale, prima che il carro funebre partisse per la Puglia (dove don Nunzio era nato 80 anni fa e dove riposerà) in tanti non sono riusciti a trattenere le lacrime quando la signora Mirella, che lo ha assistito fino alla fine, ha fatto leggere una breve lettera con parole di apprezzamento e ringraziamento per un sacerdote che lascia in tutti un ricordo di uomo di fede profonda che non ha mai negato a nessuno un sorriso o un amorevole consiglio.
La cerimonia funebre nella basilica di Collemaggio è stata presieduta dal cardinale arcivescovo Giuseppe Petrocchi e concelebrata dal nunzio apostolico monsignor Orlando Antonini, dal vescovo ausiliare Antonio D’Angelo, da una trentina di sacerdoti della diocesi e da alcuni padri Rogazionisti, la congregazione a cui don Nunzio apparteneva prima di essere, nel 2000, incardinato nella diocesi aquilana. A rappresentare il Comune c’era l’assessore Ersilia Lancia. Assenti, ma giustificati, l’arcivescovo emerito Giuseppe Molinari per motivi di salute e il nuovo rettore di Collemaggio don Stefano De Paulis che in questi giorni è in pellegrinaggio a Medjugorje. Fu proprio monsignor Molinari a nominare don Nunzio nel 2007 rettore della basilica dove nel 1294 fu incoronato Pietro del Morrone con il nome di Celestino V e in cui sono conservati i resti mortali del Pontefice Santo. «Affido don Nunzio a Maria, venerata in questa basilica, affinché lo accolga in paradiso, nella Casa del Padre. Ti abbracciamo con immenso affetto don Nunzio, riposa in pace». Con queste parole il cardinale arcivescovo ha chiuso la sua omelia nel corso della quale ha tracciato una breve biografia del sacerdote nato a Laterza (Taranto) ed entrato nei Rogazionisti con i quali “approdò” a San Demetrio prima di svolgere importanti incarichi nella sua congregazione. Petrocchi ha rivelato la predisposizione di don Nunzio alla scrittura, tanto che si era occupato a lungo del periodico dei Rogazionisti e nella diocesi dell’Aquila è stato responsabile delle comunicazioni sociali. Il cardinale ha pure ricordato che l’ultimo scritto di don Nunzio è la presentazione al libro di monsignor Antonini proprio sulla basilica di Collemaggio. L’arcivescovo ha sottolineato le qualità umane e spirituali di don Nunzio sempre col sorriso sulle labbra e con una parola buona da donare a chiunque si rivolgesse a lui. In tanti ieri hanno rivisto idealmente l’immagine di don Nunzio quando si entrava a Collemaggio. Quasi sempre lo si trovava, prima delle celebrazioni, seduto su una sedia in fondo ai banchi disponibile a scambiare due chiacchiere, a dare informazioni sulla basilica, a confessare. Il cardinale Petrocchi poco prima della benedizione ha “chiesto” a don Nunzio di intercedere affinché ci siano nuove vocazioni nella Chiesa sia maschili sia femminili. «Purtroppo», ha detto l’arcivescovo, «la messe è molta ma gli operai sono sempre meno».
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