Un commerciante su due non paga l’acqua al Cam
Ed entro dieci giorni saranno chiusi i rubinetti ai primi 30 bar, ristoranti e pizzerie Linea dura del Consorzio dopo anni di allegra gestione: furbetti non più tollerati
AVEZZANO. I numeri sono choccanti, al pari delle politiche che finora hanno consentito il “magna magna”: ad Avezzano ci sono 1.286 attività commerciali e artigianali che non pagano l’acqua (dato aggiornato al 31 dicembre 2015), su un totale di 2.130 utenze. Quasi un commerciante su due non sa cosa sia una bolletta. La pacchia è finita? Pare di sì a detta del Consorzio acquedottistico marsicano.
Ieri mattina, dalla sede di via Caruscino, sono partite trenta lettere indirizzate ad altrettanti gestori di attività. Si tratta di proprietari di bar, ristoranti e pizzerie – in particolare – che hanno debiti con il Cam. Fino a 9mila euro, in alcuni casi.
La lotta agli utenti morosi l’ha dichiarata la nuova governance della società di gestione del ciclo idrico integrato della Marsica (Paola Attili, Giuseppe Venturini, Armando Floris), impegnata da tempo nel difficile riequilibrio dei conti. Conti sfasciati da gestioni troppo allegre portate avanti in passato.
«Sarà linea dura contro chi usufruisce del servizio e non paga le bollette da anni» afferma la presidente Attili.
I titolari delle attività morose hanno dieci giorni per onorare il debito – con possibilità di rateizzare gli importi – in caso contrario la società interromperà l’erogazione dell’acqua con contestuale avvio delle procedure di recupero del credito.
«Usufruire del servizio idrico scaricando il costo sul prossimo è eticamente scorretto», tuona la presidente Attili, «mentre diventa inaccettabile quando si tratta di attività economiche dove chi entra paga per ciò che acquista o consuma. Il Cam, che tutela le fasce deboli certificate adottando tariffe ridotte, non può ovviamente tollerare i cosiddetti furbetti, nessuno escluso: tutti i morosi del Cam saranno chiamati a mettersi in regola in un modo o nell’altro».
La società di gestione del ciclo idrico, infatti, si sta attrezzando per poter agire all’indirizzo di tutti i tipi di utenti che non pagano.
Tolleranza zero, quindi, per chi usufruisce del servizio idrico integrato pensando di poter scaricare il costo sulla collettività, a partire dai primi 30 operatori commerciali di Avezzano con il debito più sostanzioso, segno che gli affari vanno a gonfie vele.
«L’azione di recupero del credito», riprende la presidente Attili, «ovviamente sarà adottata in tutte le realtà della Marsica gestite dal Cam che, per rendere più equo il servizio, ha avviato l’installazione dei contatori in tutte le utenze del territorio con l’obiettivo finale di eliminare il pagamento a forfait per far pagare in base al consumo reale».
Solo ad Avezzano, il Cam vanta un credito di un milione e 200mila euro con le utenze non domestiche (commercianti e artigiani).
Nelle prossime settimane un analogo censimento riguarderà le abitazioni e le attività del nucleo industriale.
Intanto, entro giugno dovrebbe chiudersi il contenzioso con la Regione Lazio per il debito pregresso.
Il Cam aveva minacciato di togliere l’acqua a diversi comuni del Cicolano, zona al confine con la Marsica. Minacce che avevano sortito gli esiti sperati, tanto che la giunta Zingaretti aveva avviato una mediazione.
Sarà così anche per i 1.286 gestori di attività commerciali di Avezzano?
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