Un convegno per promuovere il “cessate il fuoco” in Palestina

L’AQUILA. «Quando vengono meno le armi della politica inizia a farsi strada la politica delle armi». Queste le parole con cui si è aperto ieri l’incontro sul conflitto israelo-palestinese che si è...
L’AQUILA. «Quando vengono meno le armi della politica inizia a farsi strada la politica delle armi». Queste le parole con cui si è aperto ieri l’incontro sul conflitto israelo-palestinese che si è tenuto nella sala Rivera di Palazzo Fibbioni. Al centro dell’incontro «l’urgenza della pace in Medio Oriente». Una necessità ribadita nel corso degli interventi, in particolare da Raffaella Bolini, vicepresidente e responsabile delle relazioni internazionali dell’Arci, che ha ricordato «i passi indietro i fatti dagli accordi di Oslo del 1993 in termini di convivenza tra i due popoli». Significativo l’intervento di Ernesto Bafile, membro del direttivo “Medici nel mondo”, che ha invece illustrato l’emergenza umanitaria in corso. «Due terzi degli ospedali di Gaza», ha detto, «non sono più operativi a causa dei bombardamenti, 12 quelli integri ma che hanno ricevuto l’ordine di evacuazione, 50mila donne in gravidanza che non avranno assistenza durante il parto, 150 bimbi nelle incubatrici sotto le bombe, 1,5 milioni di sfollati, 25 mila feriti, oltre alle migliaia di vittime. Numeri che in poche settimane hanno tristemente eguagliato quelli registrati nei 2 anni di guerra a Sarajevo». (t.d.b.)
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