Un militare il ferito più grave: «Ci sono i viadotti, che paura»

21 Novembre 2014

L’AQUILA. Il labbro gonfio su un lato della bocca e diverse fratture e traumi in tutto il corpo sono soltanto il minore dei mali. È il braccio sinistro spezzato in più punti, sul quale probabilmente...

L’AQUILA. Il labbro gonfio su un lato della bocca e diverse fratture e traumi in tutto il corpo sono soltanto il minore dei mali. È il braccio sinistro spezzato in più punti, sul quale probabilmente sarà necessaria una protesi, che ricorderà per sempre a E.C. l’avventura surreale che ha vissuto insieme ad altre 25 persone mercoledì, quando alle 5 di mattina l'autobus di linea dell’Arpa su cui viaggiava, uno di quelli dei pendolari, ha preso in pieno il Suv abbandonato. Così il militare di 37 anni, uno dei feriti più gravi dell’incidente e ora ricoverato al reparto di Ortopedia dell’ospedale San Salvatore, si è risvegliato dal dormiveglia nel suo posto in fondo al pullman in cui era immerso durante il tragitto L’Aquila-Roma. «Il botto forte ci ha fatto trasalire», racconta, «d’istinto molti di noi si sono alzati dai sedili, mentre la roba ci cadeva addosso, terrorizzati perché in quel tratto ci sono dei viadotti e abbiamo temuto...». La voce di E.C. s’interrompe. «È stata soltanto grazie alla bravura dei due autisti che il mezzo non si è ribaltato». «Ho due figli piccoli, un maschio e una femmina», racconta accennando a un sorriso. Il pensiero, durante quei tremendi istanti, è andato subito a loro. «Quando mi sono reso conto di quello che era successo mi sono voltato alla ricerca del cellulare. E ho viso il mio braccio penzolare, ma senza provare dolore. Quando tutto è finito siamo stati soccorsi subito dai medici del 118 di Carsoli: sono loro che mi hanno detto che il braccio era spezzato in più punti». Poi, la corsa in ospedale con l'ambulanza, l'ingresso alle 7 del mattino in sala operatoria, da cui il militare è uscito dopo nove ore d’intervento. Per lui, la prognosi è di 40 giorni, poi, se tutto andrà bene, ci vorrà una lunga riabilitazione. E adesso? Cosa succederà? Che idea si è fatto di questo episodio? «Chi ha lasciato quell’auto in mezzo all’autostrada è un criminale» conclude.

Marianna Gianforte

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