Un monumento per il sacerdote “anima” del santuario in grotta

12 Agosto 2018

BALSORANO. Un monumento per ricordare la figura e l’opera di padre Enrico Iacovitti a 50 anni dalla morte, avvenuta il 6 marzo 1968. È stato inaugurato ieri pomeriggio nel centro di Balsorano, in un...

BALSORANO. Un monumento per ricordare la figura e l’opera di padre Enrico Iacovitti a 50 anni dalla morte, avvenuta il 6 marzo 1968. È stato inaugurato ieri pomeriggio nel centro di Balsorano, in un crocevia importante dove transitano, giornalmente, moltissime persone. L’iniziativa è stata voluta dal parroco del paese, don Silvano Casciotti, sostenuto da tutti i componenti del direttivo del santuario, persone straordinarie che da anni, e con grandi sacrifici, lavorano per mantenere in vita un santuario con altari che si trova all’interno di una immensa grotta le cui origini certe risalgono al 1296. In quella data, infatti, il papa Bonifacio VIII inviò una bolla al vescovo di Sora, Nicola, per invitarlo a recuperare i beni del monastero, appartenuto all’Ordine dei benedettini che, in quel periodo, era ridotto in miserevoli condizioni. Il monumento dedicato a padre Iacovitti è formato da un grosso masso di pietra con una lapide che ricorda il frate, mentre alla sommità è stata posizionata una statua di San Michele. Tutto il lavoro di preparazione è stato effettuato dai membri del direttivo e da alcuni devoti sostenitori. Alla cerimonia d’inaugurazione hanno partecipato tantissimi fedeli che, dalla chiesa Santissima Trinità hanno percorso in processione il tragitto fino al monumento, accompagnati dal locale complesso bandistico. Dopo lo svelamento della statua di San Michele, il parroco don Silvano Casciotti ha impartito la benedizione. Sono seguiti i ringraziamenti per i promotori dell’iniziativa da parte dello stesso parroco, del sindaco Antonella Buffone e del priore del santuario, Roberto Santoro. Padre Enrico Iacovitti, da giovane, fu ordinato sacerdote regolare. Successivamente decise di diventare frate francescano a Balsorano. Animato dalla passione nel far risorgere questo luogo sacro, fu nominato rettore del santuario, realizzando importati lavori di conservazione delle varie infrastrutture. Proprio negli anni Cinquanta del 900 continuò l’opera di costruzione, iniziata nel 1750 dai benedettini, dell’ospizio che ora è composto da tre piani.
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