Un museo nella casa del Vate

D’Annunzio vi trascorreva le vacanze, oggi è in totale abbandono
CAPPADOCIA. Cappadocia non intende farsi sfuggire l’opportunità di usufruire dei finanziamenti destinati dall’Ue a quei Comuni che presenteranno progetti finalizzati alla valorizzazione delle risorse e alla crescita economica del territorio. Nel perseguimento di tale obiettivo, la giunta, guidata da Lucilla Lilli, potrà contare sull’aiuto dell’associazione Borghi autentici d’Italia. Non è stato un caso che, dopo Scurcola Marsicana, l’associazione abbia scelto proprio Cappadocia per presentare, in Municipio, il manifesto Bai 2015 e il nuovo regolamento. «Il manifesto», ha spiegato Enzo D’Urbano, della presidenza nazionale dell’associazione, «vuole essere uno strumento pratico per aiutare i protagonisti del territorio a perseguire uno sviluppo sociale ed economico solidale e migliorare la qualità della vita dei cittadini». Dopo Cappadocia toccherà agli altri sette comuni della Marsica che hanno aderito all’associazione, e cioè Aielli, Cerchio, Sante Marie, Capistrelloo, Pereto, Carsoli e Rocca di Botte. La Lilli ha annunciato che il Comune intende muoversi in tre direzioni: valorizzazione delle bellezze naturali e paesaggistiche; promozione dei prodotti tipici locali, come castagne e funghi, di cui sono ricchi i boschi che fanno da cornice al piccolo centro; creazione di strutture ricettive per gli ospiti e miglioramento dei servizi. Ma il suo sogno rimane la ristrutturazione e trasformazione in museo della casa di “zia Costanza”, dove Gabriele D’Annunzio era solito passare l’estate. Per il Vate, che soffriva di asma, il soggiorno a Cappadocia, a oltre 1000 metri di altitudine, era davvero salutare. Il poeta ne parla, con struggente nostalgia, ne “La Fiaccola sotto il moggio”. La casa di “zia Costanza”, che sorge lungo la via che porta alle sorgenti del Liri, è oggi in uno stato di totale abbandono. Il sindaco cercherà di convincere gli eredi della donna, dei quali uno fa parte anche della sua giunta, a donarla al Comune. Sarebbe un gesto di generosità e di amore per il proprio paese che diventerebbe meta continua di visitatori.
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