Un’opera d’arte per Roberta e Carmelina

26 Giugno 2019

Due studentesse (di Sulmona e Raiano) vittime del sisma onorate in Comune. Romano (Passo possibile): «Destra assente» 

L’AQUILA. L’aula consiliare “Tullio de Rubeis” di Villa Gioia ha ospitato ieri una cerimonia in ricordo di Roberta Zavarella e Carmelina Iovine, due studentesse universitarie, l’una di Sulmona, l’altra di Raiano, che persero la vita nel sisma del 2009, con la consegna, da parte del Comune di Sulmona a quello dell’Aquila, di un’opera, creata dal Liceo Artistico della città peligna, dedicata alla memoria delle due giovani.
Sono intervenuti il vicesindaco Raffaele Daniele, il presidente del consiglio comunale Roberto Tinari, la presidente del consiglio comunale di Sulmona Katia Di Marzio, il sindaco di Raiano Marco Moca, le consigliere comunali di Sulmona Elisabetta Bianchi e Deborah D’Amico e lo studente del Liceo Artistico “Mazara” Simone Spica, autore dell’opera.
Roberta Zavarella aveva 26 anni ed era studentessa della facoltà di Ingegneria. Ha perso la vita in via XX Settembre.
Carmelina Iovine aveva 25 anni. Era studentessa di Psicologia. Aveva già conseguito la laurea triennale e stava frequentando il biennio di specializzazione.
L’opera dedicata alla memoria delle due ragazze, attraverso un’iniziativa promossa dall’ufficio di presidenza del consiglio comunale di Sulmona, raffigura un globo, con diverse faglie e cinque colombe, «simbolo di un mondo fragile aperto alla speranza».
A margine della manifestazione si registra una presa di posizione del consigliere comunale di opposizione Paolo Romano (Il Passo Possibile). «Roberta Zavarella di Sulmona e Carmelina Iovine di Raiano, studentesse, sono state due delle 309 vittime del terremoto. In aula consiliare sono state ricordate, insieme a tutte le giovani vittime universitarie, dalle istituzioni dei loro comuni di appartenenza con la donazione alla città, da parte di uno studente peligno, di un’opera artistica. Non userò tante parole per denunciare il deserto presente nei banchi della maggioranza: non c’era un consigliere. Basta la profonda tristezza ma soprattutto la vergogna che adesso provo».