Un paese in trappola

Capestrano, il sindaco D’Alfonso: due frazioni inaccessibili
CAPESTRANO. Isolate da metri di neve due frazioni di Capestrano (Scarafano e Forca di Penne) e il Comune di Villa Santa Lucia, per tutta la giornata di ieri. La strada provinciale che da Castel del Monte scende a Villa Santa Lucia e Forca di Penne fino ad arrivare a Pescara, infatti, è rimasta inaccessibile a seguito delle violente precipitazioni dei giorni scorsi. «Abbiamo cercato di evitare il peggio» ha spiegato il sindaco di Capestrano, Antonio D’Alfonso «da giorni ci eravamo organizzati con i mezzi a disposizione di ditte locali. Fin dalle prime ore di mal tempo abbiamo sparso il sale. Le strade sono per la maggior parte pulite, ma alcune zone restano inaccessibili». Intanto, innumerevoli sono i danni creati all’agricoltura e all’allevamento di tutta la zona, oltre che al turismo, come spiega il presidente della Dmc Gran Sasso L’Aquila e Terre Vestine, Alfonso D’Alfonso: «In 15 giorni è stata messa in ginocchio una regione e questo non può essere giustificato dall’eccezionalità degli eventi».
ZONE BLOCCATE. Irraggiungibili dai mezzi, per tutta la giornata di ieri, le frazioni di Scarafano e di Forca di Penne, oltre al Comune di Villa Santa Lucia. «Non siamo riusciti a raggiungere il centro abitato perché la strada provinciale di collegamento non è stata ancora liberata dalla neve» ha spiegato il sindaco di Capestrano. «Ad essere bloccate, in totale, sono una cinquantina di persone in tutto. Gli abitanti di queste zone non possono uscire di casa, ma per fortuna sono serviti dalla corrente. Hanno però difficoltà di rifornimenti alimentari».
ELETTRICITÀ. La zona di Capestrano è stata servita dall’Enel quasi per intero. È rimasta senza corrente elettrica Villa Santa Lucia. «Non siamo riusciti a portare un generatore» continua D’Alfonso «causa neve».
LINEE TELEFONICHE. In tutta la zona di Capestrano nella giornata di ieri non hanno avuto segnale le linee Vodafone. «Le altre sono state servite a singhiozzo» come spiega il sindaco.
FREDDO. Intanto le temperature hanno raggiunto anche i 10 gradi sotto lo zero e hanno permesso al manto nevoso di restare compatto e di non sciogliersi anche nelle ore della mattina.
ATTIVITÀ ECONOMICHE. «Le attività economiche si sono fermate ai primi giorni di gennaio» secondo il presidente della Dmc D’Alfonso. «Siamo in una situazione di collasso. Rigopiano era uno dei fiori all’occhiello del turismo montano sul Gran Sasso e quello che è successo, oltre a creare un grande dolore, certo non aiuterà il turismo invernale per il futuro. Non è più rinviabile una riflessione sui servizi della regione. Si stanno mortificando gli sforzi degli operatori che ci hanno creduto e ci credono e che qui hanno investito. I nostri impegni ci inducono ad andare avanti, ma non è facile. Bisogna aprire una fase in cui la politica autoreferenziale non deve trovare più spazio. È evidente che il sistema non funziona. L’attività agricola è in ginocchio come anche quella turistica. Abbiamo fatto tanto per rilanciare queste zone, ma bastano pochi giorni di maltempo per cancellare tutto il ben fatto. Non è possibile giustificare quello che sta accadendo con l’eccezionalità».
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