Un premio a Cortellini ricercatore di talento

6 Febbraio 2021

L’AQUILA. È Alessio Cortellini, 35 anni, originario di Alba Adriatica e dottorando di ricerca dell’Università dell’Aquila, in questo momento all’Imperial College di Londra con una borsa di studio, il...

L’AQUILA. È Alessio Cortellini, 35 anni, originario di Alba Adriatica e dottorando di ricerca dell’Università dell’Aquila, in questo momento all’Imperial College di Londra con una borsa di studio, il ragazzo più promettente nel campo dell’oncologia per il 2020. A stabilirlo la rivista scientifica di altissimo livello internazionale The Oncologist, che ha indetto dal 2018 lo “Young investigator award” allo scopo di premiare un giovane ricercatore che sia l’autore principale di un articolo di impatto pubblicato dalla rivista nel corso dell’anno. Un segnale importante della vitalità e del riscontro internazionale dell’Oncologia Medica dell’Aquila e di Univaq. L’importante riconoscimento, infatti, viene assegnato a un ricercatore under 40 per il miglior lavoro scientifico originale. Cortellini, che ha conseguito la laurea in Medicina e la specializzazione in oncologia all’Università del capoluogo, ha avuto il prestigioso premio per l’edizione 2020, grazie allo studio condotto sul rischio di eventi avversi immuno-relati in pazienti affetti da neoplasie solide con preesistenti disturbi autoimmuni, che ricevono trattamenti con inibitori dei checkpoint immunitari. «Questo articolo raffinato», ha commentato Bruce Chabner, editore della rivista “risponde a quesiti molto importanti per i clinici che si trovano a dover gestire pazienti con disturbi autoimmuni in procinto di iniziare un’immunoterapia». Mai prima d’ora la rivista aveva premiato un italiano: ad aggiudicarsi il riconoscimento, infatti, erano stati nel 2018 un americano e nel 2019 un giapponese. Proprio questo è uno dei motivi di grande soddisfazione per il giovane ricercatore dell’ateneo aquilano, che già nel 2019 era stato insignito del premio per il miglior articolo su rivista al congresso Grandangolo in Oncologia: «Il riconoscimento mi ha riempito di gioia. The Oncologist è una rivista internazionale statunitense, molto autorevole. Il fatto di essere il primo italiano selezionato è davvero motivo di orgoglio, ancor più per un progetto partito dal basso: un’iniziativa non-sponsorizzata, nata dalla volontà di fare squadra con tanti talentuosi colleghi di tutta Italia. È vero che la forza sta nelle collaborazioni, solo insieme possiamo essere competitivi». (m.c.)
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