Un progetto per salvare la collezione Semeraro

10 Aprile 2019

PAGANICA. Nel centro civico di Paganica si è tenuto il primo incontro organizzato dall’associazione culturale “La Fenice” (di cui è parte integrante il comitato pro Museo in compartecipazione con l’a...

PAGANICA. Nel centro civico di Paganica si è tenuto il primo incontro organizzato dall’associazione culturale “La Fenice” (di cui è parte integrante il comitato pro Museo in compartecipazione con l’associazione “Areslab”) per mettere a punto un progetto per la valorizzazione dei reperti archeologici della collezione “Semeraro”. L’incontro ha avuto come relatori il professor Guglielmo Genovese, docente di archeologia e storia dell’arte greca e romana all’Università dell’Aquila e il dottor Ferdinando Marino, manager di “Areslab”.
La collezione prende il nome da Angelo Semeraro (Paganica 1906-1992) «che è stato un uomo poliedrico, scrittore e poeta con ben 32 pubblicazioni e membro del comitato abruzzese di ricerche preistoriche, diretto da Antonio Radmilli», scrive Raffaele Alloggia, cultore di storia paganichese. «I reperti della collezione», continua, «cospicui e interessantissimi, sono riferibili a epoche differenti. Semeraro li recuperò principalmente nel territorio dell’ex Comune di Paganica, svolgendo un’opera assai meritoria a partire dal 1936 e fino alla sua morte. Donati assieme alla sua biblioteca all’ex X circoscrizione, a causa del sisma i manufatti sono rimasti sotto le macerie. Una volta recuperati, essendo di proprietà statale, sotto la tutela della Soprintendenza, potranno finalmente ritornare a essere patrimonio importante della comunità paganichese, poiché di recente la stessa Soprintendenza ha autorizzato il professor Genovese e l’associazione “Areslab” a studiare e catalogare i reperti e l’archivio nella sua globalità. Il professor Genovese ha sottolineato che “l’atto di valorizzare un bene culturale è un’operazione semplice da descrivere, ma complessa da realizzare. Infatti consiste in gran parte nel creare un racconto della storia del bene valorizzato, mantenendo al tempo stesso gli standard di tutela previsti dalla legge italiana. Il primo passo essenziale risiede quindi nella produzione di conoscenza scientifica attraverso le procedure di ricerca e solo successivamente si potrà procedere alla fase della comunicazione verso l’esterno. Osservare lo svolgimento di questo processo scientifico e i suoi risultati sarà determinante per chi sente un senso di appartenenza verso il bene culturale valorizzato, ed è un’opportunità aperta a chiunque voglia riscoprire gradualmente un frammento della propria identità culturale. La varietà e la qualità dei reperti che compongono la collezione Semeraro consente di seguire questo tracciato metodologico e anche di espanderlo verso territori comuni a diverse branche della scienza che possono beneficiare appieno dell’approccio multidisciplinare _ archeologico, storico, artistico, gestionale _ che caratterizza l’attività del team di ricerca Areslab. Ciò in perfetta sinergia con la Soprintendenza del cratere e tutti gli studiosi, gli enti, gli istituti e le associazioni culturali che vorranno partecipare concretamente alla realizzazione di questa grande esperienza. Sono infatti da programmare futuri incontri, dibattiti ed eventi che possano avere per protagonisti esponenti della Soprintendenza, tecnici e specialisti in grado di rendere sempre più aperto il dibattito sul patrimonio culturale nello straordinario fertilissimo territorio paganichese e aquilano. La speranza di noi tutti», ha concluso Genovese, «è che coloro i quali anche in passato hanno svolto un’importante opera per la determinazione della coscienza e della conoscenza della collezione Semeraro, vogliano continuare a contribuire agli ulteriori passi in avanti, ponendosi a servizio della Comunità». (g.p.)