Un reparto d’eccellenza per la cura dell’ictus

26 Settembre 2015

Ospedale di Avezzano, brillanti risultati nel reparto diretto dal professor Carolei I risultati clinici dei trattamenti sono migliori di quelli di altre strutture europee

AVEZZANO. La forza dei numeri e l’alta professionalità del personale medico. Sono solo alcuni degli aspetti principali che caratterizzano e qualificano la stroke-unit dell’ospedale di Avezzano, nata all’interno della divisione di neurologia, una realtà che è cresciuta notevolmente negli ultimi tempi e che potrà collocarsi tra le più importanti, per quantità e qualità di interventi, nel panorama sanitario regionale, se continuerà a mantenere gli attuali ritmi di lavoro. Senza tema di smentita, quindi, si può senz’altro affermare che opera più e meglio di analoghe strutture attivate presso altri ospedali della regione. In pochissimi anni, infatti, il reparto, diretto da Antonio Carolei, professore ordinario di neurologia e presidente nazionale dell’Iso (Italian stroke organization), ha quadruplicato i trattamenti contro l’ictus cerebrale anche perché rende disponibili le proprie competenze ai territori della valle Peligna e dell’alto Sangro rispendendo alle esigenze di una popolazione di oltre 200.000 abitanti. Ad oggi, gli operatori sanitari della struttura dedicata alla cura dell’ictus cerebrale acuto, riescono a trattare, con la trombolisi, oltre il 15 per cento dei casi, una media superiore a quella europea. Risultati non casuali in quanto la macchina operativa è in grado di entrare in azione con tempestività coinvolgendo, oltre al direttore della neurologia, i medici del reparto (Berardino Orlandi, Federica De Santi, Francesca Notturno) il pronto soccorso, e i responsabili di radiologia interventistica (Giovanni Passalacqua), chirurgia vascolare (Giovanni De Blasis), angiologia (Mauro Pinelli) e del 118 (Gino Bianchi). Nonostante la forza dei propri numeri, questo importante servizio sarà parte di un ospedale di primo livello. La proposta della Regione identifica come ospedali di secondo livello quelli situati nei capoluoghi di provincia. Questo elemento, è stato fatto rilevare da alcuni dirigenti medici, non deve generare confusione nell’utenza perché le prestazioni di una unità di primo livello possono configurarsi, nel nostro caso, superiori a quelle ottenibili da altre stroke-unitcollocate in ospedali di secondo livello della nostra regione. Sui dati, infine, non ci possono essere dubbi in quanto è obbligatorio, per ogni centro, inserire tutti i casi trattati con ictus cerebrale ischemico nel registro internazionale Sits (Safe implementation of treatments in stroke), e in quello endovascolare per le prestazioni di trombolisi meccanica. Sia nel primo caso che nel secondo, in base ai dati inseriti sino ad oggi, la stroke-unit di Avezzano ha effettuato un numero di interventi nettamente superiori agli altri ospedali della regione.

La stroke-unit di Avezzano, infine, è anche sede del centro regionale di riferimento per le patologie cerebrovascolari, sotto la responsabilità del professor Carolei, come da delibera regionale. Lo stesso Carolei è anche coordinatore del registro Sits.

Paolo Guadagni

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