Un rifugio per donne maltrattate «Ma cerchiamo mobili e arredi»

21 Dicembre 2023

Nuova struttura per le vittime di violenza di genere: servono cucine, camere, bagni e materassi L’appello della cooperativa sociale Be Free che gestirà il centro: «Rivolgersi a noi per le donazioni»

AVEZZANO. “La casa delle donne nella Marsica” cerca arredi per una nuova casa rifugio che presto ospiterà donne e bambini vittime di violenza. «Fra qualche giorno», fanno sapere dalla cooperativa sociale Be Free che gestisce il centro antiviolenza e la casa rifugio, «avremo le chiavi di una nuova casa rifugio. Attualmente l’appartamento è completamente privo di arredamento e chiediamo il vostro aiuto per renderlo il più accogliente possibile e dotato di ogni comfort. Cerchiamo mobili per la cucina, le camere da letto, il soggiorno e i bagni; reti e materassi; piccoli e grandi elettrodomestici; oggetti per la pulizia e la cura della casa; stoviglie e utensili; biancheria; tappezzeria e tende e oggetti di arredamento nuovi o in ottimo stato». Coloro che desiderano raccogliere l’appello e sostenere la cooperativa possono rivolgersi la Centro Antiviolenza di Avezzano “La Casa delle donne nella Marsica” di via Orazio Mattei 10, oppure contattare il numero 393.8856389. La casa delle donne nella Marsica è aperta 24 ore al giorno, tutti i giorni. Oltre ad essere un centro antiviolenza è una casa rifugio ad indirizzo segreto. In particolare il centro offre attività di ascolto, assistenza psicologica e legale alle donne vittime di maltrattamenti tra le mura domestiche. La cooperativa gestisce già una casa rifugio, a indirizzo protetto, in cui da anni ospita gratuitamente donne e minori vittime di violenza. A questa prima casa rifugio, presto se ne aggiungerà una seconda. Le donne vittime di violenza fisica o psicologica arrivano alla casa rifugio autonomamente oppure su suggerimento degli operatori socio-sanitari o delle forze dell’ordine. Un tema di grande attualità quello della violenza di genere: da una parte ci sono le cronache che ogni giorno raccontano di donne uccise o maltrattate e dall’altra lo Stato che, attraverso l’inasprimento di determinati strumenti giuridici, cerca di rafforzare le misure di protezione e abbreviare i tempi di intervento in una società in cui i femminicidi sono, purtroppo, all’ordine del giorno.
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