Un viaggio per celebrare Silone

Delegazione di Pescina a Zurigo dove lo scrittore trascorse l’esilio
PESCINA. Zurigo ha celebrato e ricordato nei giorni scorsi Ignazio Silone. Una tre giorni in Svizzera intensissima, ricca di suggestioni ed emozioni, con un programma che ha scandito le varie anime di un viaggio nel tempo nel nome del grande scrittore abruzzese, che vi trascorse tanti anni come esule antifascista e costruendo anche la sua nuova vita di romanziere, oggi conosciuto in tutto il mondo. «In queste giornate storiche», ha sottolineato il sindaco di Pescina, Mirko Zauri, «le nostre comunità sono diventate più unite celebrando il loro illustre cittadino del mondo, unendo così le sue radici natie e quelle della piena maturità umana e letteraria. Un’evoluzione complessa e sofferta», ha proseguito Zauri, «che ancor più deve essere approfondita, ma che fa della Svizzera, da sempre, il Paese delle libertà civili, religiose e politiche, fonte d’ispirazione per tutte le democrazie, che Silone difendeva, anche con i suoi difetti. Un rapporto eccellente, testimoniato altresì dal saluto portato dal console generale d’Italia a Zurigo, Gabriele Altana».
«Continua il lavoro di ricerca e di studio incessante, della città di Pescina, attraverso il suo prestigioso Centro studi» ha rimarcato la presidente del Centro studi, Tiziana Cucolo, «svolto grazie alla stessa Regione Abruzzo – con l’assessore Daniele D’Amario – e a Zurigo rappresentata dalla sua consigliera e membro del Cram, Sabrina Bocchino. La cultura si nutre da sempre di libertà, che come ricordava Ignazio Silone: è la possibilità di dubitare, di sbagliare, di cercare, di esperimentare, difronte a una qualsiasi autorità, letteraria, artistica, filosofica, religiosa, sociale ed anche politica. I saluti della chiesa valdese sono stati l’ennesima testimonianza di questo spirito di tolleranza».
Durante la tre giorni di Zurigo ci sono stati una serie di eventi «che hanno suscitato tanto orgoglio e nostalgia nel mondo della nostra emigrazione» si legge in una nota «che già chiede di dare a essi una continuità, sempre nel nome dello scrittore di Fontamara, di Vino e Pane e il Seme sotto la neve, che a Zurigo videro la luce, come trilogia dell’esilio. Una sfida aperta per la città di Pescina fino al 2023: l’anno del Turismo di ritorno. Alla scoperta delle origini». (g.p.)

