Una cappella per piangere e ricordare

11 Aprile 2015

Grazie alla diocesi ora, in piazza Duomo, c’è un posto a memoria delle vittime del sisma del 2009. Una toccante cerimonia

L’AQUILA. «Avere il coraggio di restare in piedi, o in ginocchio, ma non accattorciati su noi stessi, in un non-senso che ci consegnerebbe alla morte».

L’arcivescovo metropolita dell’Aquila, monsignor Giuseppe Petrocchi, ha scelto bene le parole da rivolgere ai familiari delle vittime del sisma e a tutti gli aquilani che hanno voluto essere presenti all’inaugurazione della Cappella della memoria: «Memoria è diverso dal ricordo, vuol dire partecipare a eventi di salvezza», ha detto. Il piccolo luogo di culto è stato benedetto ieri in una cerimonia dall’atmosfera intima e toccante, nello spazio del complesso monumentale della chiesa delle Anime Sante – che fino al 6 aprile 2009 ospitava la libreria delle suore Paoline – diventata il simbolo del sisma che ha distrutto la città. Le parole di Petrocchi sono state di speranza e di salvezza. «Tutti, a partire dai familiari dei 309 martiri, abbiamo il dovere di risollevarci quando cadiamo», ha detto a mo’ di monito, ma anche d’incoraggiamento a chi nei due ambienti della piccola cappella nascondeva le lacrime dentro al bavero della giacca, affiancato nella liturgia dal vescovo emerito Giuseppe Molinari e dal rettore della chiesa di Santa Maria del Suffragio, don Daniele Pinton.

«Oggi non inauguriamo un monumento funebre, ma una testimonianza che promuove la vita», ha detto prima di versare il sacro Crisma sull’altare, lentamente. In prima fila l’ex sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, per il quale la cerimonia è stata «molto bella, un’emozione che non provavo dal giorno del funerale delle vittime del sisma». Era il Venerdì Santo del 2009. C’era anche il sindaco Massimo Cialente, che si augura di riuscire a trovare presto i 300mila euro necessari per il monumento civico alla memoria delle vittime da realizzare a Piazzale Paoli, e la senatrice Stefania Pezzopane. Tra i fedeli anche l’assessore Pietro Di Stefano. La piccola cappella, che sarà «il rifugio per la preghiera e la rinascita», è stato riportato dai tecnici e dai restauratori allo splendore originario, con il pavimento risollevato e le volte – realizzate nel 1775 e poi affrescate dal Patini nel 1800 – riscoperte dopo anni in cui erano rimaste nascoste dal cartongesso. Per ristrutturare l'intero complesso monumentale ci sono voluti 1,7 milioni di euro. Già ammontano a 250mila euro le risorse raccolte grazie ai privati. L'emozione avvolge chi entra in cerca di preghiera nella cappella. L'altare, realizzato in pietra bianca di Poggio Picenze, ha la forma del simbolismo cubico medievale della croce chiusa, sorretto dall'Angelo della Resurrezione. Alle sue spalle, l'affresco "Salus populi aquilani", Salvezza del popolo aquilano, la Madonna che veglia sugli aquilani dal sisma del 1703. Tutti gli elementi della cappella dedicata alle vittime sono stati donati da benefattori. Colpiscono le due lapidi con i nomi dei 309 martiri.

Una messa commemorativa delle vittime si terrà tutti i sabati alle 11. Uscendo, al termine della cerimonia, monsignor Petrocchi si è rivolto ai familiari: «Non vi posso abbracciare uno per uno, ma vi ho nel cuore e prego per voi».

Marianna Gianforte

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