Una Casa dello studente “diffusa” in centro

Intesa tra Comune, Ateneo e Gssi: «Abitazioni equivalenti in fitto agli universitari più meritevoli»
L’AQUILA. Una Casa dello studente “diffusa” per tutto il centro storico e nelle aree limitrofe ai poli universitari. È l’obiettivo dell’accordo tra Comune, Università e Gran Sasso Science Institute (Gssi) che prevede l’utilizzo delle cosiddette “abitazioni equivalenti” per gli studenti dell’Ateneo aquilano. Si tratta delle oltre 600 case inagibili dopo il sisma del 2009, e oggi in gran parte ricostruite, cedute al Comune dell’Aquila dai proprietari che, con il corrispettivo del finanziamento per la riparazione, hanno acquistato nuovi alloggi altrove, anche fuori Abruzzo. Questo importante patrimonio edilizio potrebbe essere presto gestito in comodato d’uso gratuito da una fondazione che vedrà riuniti Università, Gssi e eventuali altri soggetti, come l’Accademia delle Belle arti e il Conservatorio. «Stiamo lavorando per rendere attivo il progetto dal prossimo anno accademico», assicura la rettrice, Paola Inverardi, che spiega: «L’idea è di utilizzare questo patrimonio per implementare i collegi di merito: residenze studentesche con servizi associati. Questo servirà anche a qualificarci per avere finanziamenti dal Miur». Le abitazioni saranno scelte in base alla zona, la maggior parte sarà in centro storico, ma non mancheranno residenze a Coppito e Roio. «Il meccanismo di accesso sarà basato sul merito e non solo sul reddito», precisa Inverardi. Insomma, a poter usufruire delle abitazioni equivalenti saranno gli studenti più bravi. Gli alloggi si aggiungeranno a quelli già presenti nell’ex caserma Campomizzi, a oggi l’unica residenza universitaria in città. «Riteniamo utile offrire un pacchetto completo di servizi agli studenti che si iscrivono all’Aquila» continua la rettrice, che vuole sfatare anche i timori dei proprietari di casa, preoccupati di un calo degli affitti. «Prima del 2009 non c’era ancora stata la più grande crisi degli ultimi tempi. Adesso in tanti sono pendolari. La speranza è che con questa manovra si aiuti la residenzialità. Più studenti sono all’Aquila, più verranno incentivati a restare. Aumentare il numero di studenti residenti potrebbe rappresentare un volàno per l’economia». Il messaggio che si vuole lanciare è anche un altro. «Metteremo a disposizione abitazioni sicure, demolite e ricostruite», afferma la Inverardi, «si potrebbe così ripopolare il cuore della città». Le abitazioni equivalenti faranno anche da calmiere per gli affitti. «L’obiettivo», conclude, «è permettere a più studenti possibile di vivere in città. Vorremmo tornare agli 8mila studenti residenti del pre-terremoto».
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