Una lista contesta l’elezione dei vertici di Federcaccia

L’AQUILA. La lista Partecipazione attiva, per voce del suo presentatore Danilo Tarquini ritiene che la Federcaccia sia «nella nebbia». «Sembrava conclusa con la nomina del presidente Giovanni...
L’AQUILA. La lista Partecipazione attiva, per voce del suo presentatore Danilo Tarquini ritiene che la Federcaccia sia «nella nebbia».
«Sembrava conclusa con la nomina del presidente Giovanni Vicentini», aggiungono, «la dubbia vicenda relativa allo svolgimento delle elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale della Federcaccia dell’Aquila. Così non è! Infatti un cospicuo numero (sembra qualche centinaio) di Federcacciatori si sta organizzando per contestare le modalità di tale nomina fino a minacciare di lasciare la Federcaccia aquilana, con tutte le conseguenze in termini di rappresentatività che la cosa comporterebbe».
A scatenare tale eclatante protesta è «il fatto che, delle tre liste presentate e regolarmente ammesse alla votazione dalla Commissione elettorale, quella denominata Partecipazione Attiva, che ha vinto le elezioni con oltre il 50% dei voti, è stata addirittura esclusa dalla composizione del nuovo consiglio provinciale.
«Una prima volta», aggiungono, «facendo ripetere la presentazione delle liste per le palesi irregolarità contenute nelle altre due liste (quelle del neo-presidente) che le rendevano inammissibili, “svista” che ha causato le dimissioni della commissione elettorale; la seconda volta con l’accoglimento di un ricorso da parte dei probiviri regionali che, a detta dei vincitori emersi dalle urne, si presentava fuori termine, inesistente dal punto di vista giuridico, irricevibile dal punto di vista della competenza e inconsistente nel merito e pertanto in totale difformità delle norme statutarie e regolamentari nazionali e regionali della Federcaccia stessa. Di fatto, anche questa volta, sfruttando pretestuosamente l’operato della commissione elettorale, la vecchia guardia ha ribaltato l’esito del voto democraticamente e liberamente espresso dalla maggioranza assoluta dei presidenti delle sezioni comunali. Il risultato di tutto ciò è che il consiglio provinciale di Federcaccia L’Aquila è composto, nella sua totalità, da coloro che per ben due volte hanno fatto ricorso a scorrettezze e trucchi per ovviare alla sconfitta elettorale sul campo e rappresentano nella realtà la minoranza dei federcacciatori della provincia. Alla luce di quanto sopra non possono che emergere forti dubbi anche sull’operato dei vertici e organi regionali».
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