Una manifestazione per l’Ucraina domenica in piazza Risorgimento

Ecco il programma delle iniziative. Sono oltre 300 le persone che formano la comunità nella Marsica La loro portavoce: «Preoccupata per i miei familiari, non tutti riescono a fuggire. Qui tanta solidarietà»
AVEZZANO. Sarà l’inno nazionale intonato dalle donne ucraine della Marsica ad aprire la giornata per la pace in programma domenica, alle 15, in piazza Risorgimento ad Avezzano. Subito dopo, il tenore Aleandro Mariani intonerà l’inno di Mameli suggellando di fatto un “patto per la solidarietà e l’accoglienza” in favore del popolo ucraino al fronte e di quello in fuga dalla pioggia delle bombe russe di Putin. Domenica pomeriggio piazza Risorgimento si tingerà di blu e giallo, i colori della bandiera dell’Ucraina che simboleggiano il cielo e il grano di una terra che cerca di resistere all’offensiva militare. Intanto lungo le strade dei Comuni del comprensorio qualcuno ha già esposto la bandiera blu e gialla o quella arcobaleno simbolo della pace. Ieri mattina al Comune di Avezzano la rappresentante della comunità ucraina della Marsica ha voluto regalare il vessillo del proprio Paese all’amministrazione comunale «per la disponibilità mostrata» in questa emergenza umanitaria che è solo agli inizi. I cittadini ucraini presenti nella Marsica sono oltre 300, la gran parte si trova ad Avezzano, ma anche a Pescina, San Benedetto dei Marsi e Bisegna. Sono per lo più donne che lavorano come badanti.
IL RACCONTO
«Sono preoccupata per mia sorella e la sua famiglia, per i miei cugini e tutti i miei parenti bloccati in Ucraina», ha raccontato Elena Talantova, presidente dell’associazione “La madre Ucraina Marsica”, «loro vivono al confine con la Polonia dove, in questo momento, si stanno riversando i profughi poiché il confine romeno, essendo più montuoso, è più difficile da attraversare soprattutto per donne e bambini. Nella mia regione», aggiunge la rappresentante della comunità ucraina, «è stato bombardato l’aeroporto, ma il mio timore è che possa essere colpita anche la centrale elettrica a carbone, una delle più grandi del Paese, visto che i punti strategici sono stati tutti presi di mira. In particolare, sono molto preoccupata per la vedova di un mio cugino che ha tre bambini piccoli: senza macchina e con il brutto tempo non è riuscita a fuggire».
I PRIMI PROFUGHI
Intanto, nella Marsica cominciano ad arrivare i primi profughi, tre giorni fa Xenia e sua figlia Maria di 13 anni sono riuscite a fuggire da una zona che stanno bombardando e a raggiungere un’amica ad Avezzano. «Neanche il tempo di riposarsi, Xenia è venuta a darci una mano nella sede dell’associazione Rindertimi, punto di raccolta per gli aiuti da inviare ai combattenti al fronte», afferma Talantova. Presto nella sede della Pro loco di Avezzano sarà attivata una raccolta di beni per i rifugiati in arrivo. Sono 120 le donne ucraine della Marsica attualmente impegnate nelle varie iniziative. «La manifestazione di domenica», conclude Talantova, «sarà l’occasione per ringraziare il Comune, la diocesi, le associazioni e i cittadini per gli aiuti offerti al mio popolo in questo momento di grande difficoltà». Alla manifestazione per dire no alla guerra e sì alla pace sono stati invitati i sindaci, i dirigenti scolastici e gli studenti del territorio, i rappresentati della Regione e della Provincia.
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