Una notte di paura al pronto soccorso

In quattro provano ad aggredire il personale cercando di sfondare la porta e le vetrate, fuggono all’arrivo dei carabinieri
PESCINA. Notte da incubo al pronto soccorso dell’ospedale di Pescina, assediato da quattro persone che hanno tentato di sfondare le porte di ingresso. All’interno sono stati costretti a barricarsi infermieri, medici e vigilantes.
L’episodio di violenza ha riportato all’attenzione pubblica la necessità di un sistema di videosorveglianza nelle strutture sanitarie e negli ospedali, ma anche di maggiore sicurezza e controlli tra la popolazione e nei punti sensibili dei comuni marsicani.
Tutto è cominciato intorno alle 20, quando al pronto soccorso dell’ospedale Rinaldi è arrivata una ragazza visibilmente agitata. Sosteneva che il compagno voleva “ammazzarla”. Ha chiesto aiuto ai sanitari e si è rifugiata all’interno della struttura. Fuori nel frattempo c’era l’uomo che urlava. È stato chiesto l’intervento dei carabinieri, ma a quel punto, dopo alcuni minuti, la donna ha deciso di allontanarsi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. I militari dell’Arma hanno raccolto informazioni su quanto accaduto, per cercare di fare luce sul caso. Tutto sembrava essere tonato alla normalità, ma dopo circa un’ora la situazione è degenerata. Infatti l’uomo è tornato con dei rinforzi, intenzionato a entrare in modo minaccioso. Il personale sanitario, insieme al vigilantes, è riuscito a mettersi al riparo e gli assalitori, quattro in tutto – tre uomini e una donna – hanno iniziato a colpire porte e vetrate con calci e pugni, nel tentativo di farsi aprire. È stato chiesto nuovamente l’intervento dei carabinieri, ma al loro arrivo gli assalitori erano fuggiti. «È stato un incubo», hanno raccontato i testimoni che erano chiusi dentro. «Se fossero riusciti a entrare non sappiamo cosa sarebbe accaduto». Dopo alcuni minuti il gruppo di quattro persone, che secondo le testimonianze erano della zona, si è allontanato nuovamente dall’ospedale. I carabinieri hanno di nuovo ascoltato la versione di medici, infermieri e personale di sicurezza per cercare di individuare i responsabili dell’aggressione. Sul caso sono in corso indagini. Dopo l’episodio è stata inviata dal personale sanitario una nota anche al sindaco di Pescina, Stefano Iulianella, a cui è stata illustrata la situazione e nella quale sono stati evidenziati la pericolosità e il timore di lavorare in condizioni di pericolosità, soprattutto di notte e soprattutto per il personale sanitario femminile.
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