Una notte di terrore per tre ragazzi dispersi sul Velino

25 Settembre 2014

Vagano per ore al freddo, l’ansia dei genitori a Massa d’Albe Un giovane chiama la madre e si fa trovare dai soccorritori

MASSA D’ALBE. Volevano fare un’escursione sul Monte Velino, per poi rientrare a Roma in serata, ma si sono persi e dopo un’intera notte trascorsa a vagare nel buio, a temperature rigide, sono riusciti a farsi individuare. Sono salvi per miracolo tre ragazzi romani, Francesco Trane di 19 anni, Alessandro Quintili (20) e Giacomo Mari, conosciuto come “Jack” (19), che l’altra mattina si sono avventurati verso la terza vetta dell’Appennino. Appassionati di montagna ma non esperti, hanno lasciato l’auto nei pressi di Massa d’Albe e sono saliti senza un’adeguata attrezzatura sul Velino. I tre giovani avevano con loro i cellulari, ma durante il giorno le batterie hanno iniziato a scaricarsi. L’ultima chiamata alle famiglie c’è stata intorno alle 15. Poi il silenzio. Intorno alle 21 è scattato l’allarme e sono state avviate le ricerche. Quintili e Trane abitano a Roma, nello stesso condominio, e le famiglie si sono conoscono bene. Insieme si sono messe in viaggio verso l’Abruzzo. «Non conosco l’altro ragazzo, Mari» racconta Rita Giannantonio, madre di Francesco Trane. Ha trascorso la notte sveglia ai piedi della montagna, terrorizzata, con la speranza di rivedere quanto prima il suo ragazzo. «Non ho mai pensato che non ce la facessero» va avanti «sono giovani sportivi e forti. Mi sono detta: non fa niente che torna con una gamba o un braccio rotto, basta che torna da me». Insieme a lei anche Flavio Quintili e Alberto Giulimonti, rispettivamente padre e zio di Alessandro. Sono rimasti insieme, con l’ansia e la preoccupazione che qualcosa potesse andare storto. «La montagna è stata battuta metro per metro» commenta Antonello Iacobucci, capostazione di Avezzano del corpo dei volontari del Soccorso alpino e speleologico, coordinato dalla sede dell’Aquila a guida di Antonio Pace. I tre ragazzi, però, impauriti, si sono mossi per ore, fino a quando non hanno prudentemente deciso di fermarsi. Fino alle 7.30, quando il telefono di Mari ha ridato qualche segnale e con pochissima disponibilità di batteria ha retto per una chiamata alla signora Giannantonio. Sono stati individuati così nella Valle di Teve, nel territorio di Corvaro (Rieti). «Hanno detto che stavano bene e che avevano però tanto freddo» racconta «ho passato subito la chiamata ai vigili del fuoco a cui hanno raccontato che vedevano degli stazzi e poi dei casolari». Un dispiegamento di forze impressionante quello che si è attivato per le ricerche dei tre. Una cinquantina di uomini tra vigili del fuoco, finanzieri, volontari del soccorso alpino, forestali e carabinieri. Tra i vigili del fuoco Giulio Capannolo e Fabio Ottaviani (Avezzano), Elio D’Annibale, Mauro Renzetti, Angelo Scirri, Vincenzo D’Aprile e Franco Lolli, Stefano Cantalini (Chieti), Lucio Zuccarini (Pescara) e da Roma, Enrico Mariani e Andrea Antonelli. «Stiamo bene, per fortuna non è successo niente» il solo commento dei giovani quando sono scesi dalla jeep dei soccorritori.

Magda Tirabassi

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