Una nuova forte scossa nella serata di lunedìInagibile il 30% degli edifici all'AquilaSfollati, freddo e vento aggravano l'emergenza

La terra continua a tremare. Lunedì sono state dodici le scosse registrate dei sismografi: l'ultima, di magnitudo 4.9 con epicentro vicinissimo al lago di Campotosto. In serata altre tre scosse con epicentro localizzato nell'Aquilano, lo stesso del sisma che nella notte del 6 aprile ha sconvolto la regione. Intanto il maltempo aumenta i disagi nelle tendopoli. A Campotosto una bufera di neve ha spazzato via la tenda più grande che accoglieva gli abitanti. Emergenza maltempo anche nelle zone di Barisciano, San Demetrio, Villa Sant'Angelo. A San Biagio mancano le stufette. Dalle verifiche all'Aquila e provincia è emerso che il 30% degli edifici sono inagibili, il 50% agibili e il 20% parzialmente inagibili

Prosegue senza interruzioni lo sciame sismico in Abruzzo. In serata sono state quattro le scosse, di cui l'ultima, la più violenta, di magnitudo 4,9 con epicentro localizzato in un punto vicinissimo al lago di Campotosto. In serata c'erano state altre tre scosse: la prima, delle 21.09, ha fatto registrare una magnitudo di 3.8, la seconda alle 21.17 ha avuto una magnitudo di 3.5 la terza alle di magnitudo 3.0, è stata registrata alle 22.08 nel distretto sismico Aquilano.

Durante tutta la giornata di lunedì i sismografi hanno registrato scosse in cinque distretti sismici diversi: tre nell'Aquilano, due nella Valle dell'Aterno, uno nel Gran Sasso, uno nei Monti della Laga, uno nel Velino-Sirente, con una profondità variabile dai 9 agli 11,1 chilometri.

Maltempo
Intanto il maltempo aumenta l'emergenza nelle tendopoli nelle quali sono rifugiati i terremotati all'Aquila e nel suo circondario. Da questa mattina un forte vento, con pioggia a tratti, sta interessando gran parte dell'area disastrata. Questo rende necessario, per gli uomini della Protezione Civile e i volontari, accelerare le operazioni di completamento delle strutture con la fornitura di tutte le attrezzature che le rendano sufficientemente autonome. In particolare, la prima emergenza riguarda il completamento e la fornitura di coperte e di stufe da riscaldamento per far fronte all'emergenza freddo.

"Mancano le stufette"
Sono le 10:20 e da Campotosto arriva un appello: "Qui a duemila metri di altezza la temperatura è di appena due gradi. Una bufera di vento pioggia e neve ha spazzato via la tenda più grande che accoglieva gli abitanti del paese sul lago" ha detto per telefono Giovanna De Angelis, vicesindaco di questo paese di 700 anime che si è ritorvato sull'epicentro del terremoto. L'appello è rivolto alla Protezione civile e ai vigili del fuoco che nel frattempo stanno arrivando sul posto per aiutare questa povera gente. Ma in tutta l'area vastissima dei paesi terremotati il tempo è davvero inclemente.

Emergenza per il maltempo nelle zone di Barisciano, San Demetrio, Villa Sant'Angelo dove piove a dirotto. La gente sta vivendo nel fango. Da San Biagio arriva un altro appello: "Qui non abbiamo le stufette".

Al momento, segnala la Protezione civile, le criticità maggiori sono registrate dai comuni montani dove sono in arrivo stufe e coperte, mentre all'Aquila si stanno implementando i servizi per migliorare i campi e si porta ghiaia per arginare i disagi creati dal fango. Alcune tende mostrano inoltre problemi di impermeabilità e la macchina dei soccorsi è al lavoro per sostituirle.

In corso le verifiche sugli edifici. Il 30% sono inagibili

Il 30% di edifici inagibili, il 50% agibili e il 20% parzialmente inagibili ma su cui si può intervenire con interventi minimi. E' il bilancio che emerge da circa un migliaio di verifiche di agibilità e stabilità sugli edifici dell'Aquila e della provincia effettuati in questi giorni. Al momento, ha spiegato il dirigente della Protezione Civile, Titti Postiglione, si è proceduto seguendo un unico criterio: cinturare i centri storici, dell'Aquila e dei paesi della provincia che hanno subito i danni maggiori e rimandare a un secondo momento le verifiche su queste zone, mentre si è iniziato dalle strutture delle zone periferiche e semicentrali del capoluogo abruzzese e degli altri centri. Ed è da queste verifiche che è emerso che il 30% degli edifici non sarà più agibile.

L'Aquila
All'Aquila alla fontana luminosa è stato allestito un posto dei Vigili del Fuoco, un banchetto per organizzare il recupero dei beni. C'è una lunga fila di gente con borsoni e trolley in quella che era la stazione dei bus che aspetta di essere accompagnata nelle case danneggiate per recuperare il possibile. I vigili prendono i dati e poi chiamano un nucleo familiare per volta e accompagnano una sola persona nelle case. Per il recupero degli animali domestici bisogna andare al comando dei vigili del fuoco vicino alla questura.

A scuola nelle tende a Poggio Picenze
Giovedì riprenderà l'attività didattica nelle elementari. A fare da battistrada sarà Poggio Picenze, dove è allestita una delle tendopoli della protezione civile e dove un'area è stata destinata ad ospitare i bambini e gli insegnanti. L'annuncio è stato dato ieri dal presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso della giornata di Pasqua interamente trascorsa nelle zone terremotate, sottolineando che in questa maniera si compie un ulteriore passo in direzione della fase successiva a quella della prima emergenza.

Parrucchieri da Teramo
Intanto per rispondere alle esigenze degli sfollati da Teramo parte una eccezionale iniziativa che risolve unoi dei tanti problemi pratici di questi giorni. Un gruppo di 10 parrucchieri sta andando nelle tendopoli poer ridare un aspetto dignitoso alla gente coinvolta nel terremoto. Faranno barbe e taglieranno capelli. Un'azione che sembra rispondere alla richiesta di due giorni fa di Senia Masci, una donna di Onna. La postina di 37 anni, scampata alla morte, aveva detto: "Quanto vorrei che qualcuno mi facesse tornare bella".

(Dagli inviati Lorenzo Colantonio e Piera Matteucci)