«Una nuova sede per il Liceo» Petizione con duecento firme

5 Febbraio 2017

Il caso del Cotugno: fronte comune tra docenti, genitori e studenti che incalzano le istituzioni «Mai effettuati lavori di miglioramento e adeguamento sismico per 9 milioni, andiamo altrove»

L’AQUILA. «Individuare una sede provvisoria che possa garantire la prosecuzione dell’attività didattica in completa sicurezza». È la richiesta di 225 tra genitori, docenti e studenti del Cotugno (licei Classico, Linguistico, delle Scienze umane ed Economico), all’indomani della richiesta, da parte della Provincia al Comune, di prorogare la sospensione delle lezioni fino a mercoledì. La scuola è chiusa ormai da una settimana per le verifiche di carico statiche sulla struttura. L’ulteriore stop si è reso necessario per lo studio dei risultati ottenuti dalle stesse prove.

LA LETTERA. Alla luce di quanto accaduto, genitori, docenti e studenti, ieri, hanno inviato una lettera ai presidenti di Regione e Provincia, al sindaco e ai direttori degli uffici scolastici regionale e provinciale, richiamando le circostanze che hanno portato alla chiusura della sede di via da Vinci, a Pettino. «Nel luglio 2013 la Provincia ha ottenuto gli esiti della verifica di vulnerabilità sismica che evidenziano l’inadeguatezza della struttura a reggere i carichi permanenti e le azioni di servizio. A seguito delle verifiche la Provincia non ha ritenuto di dover fare ulteriori accertamenti sulla tenuta strutturale e la sicurezza dell’edificio e ha inserito nel proprio piano triennale delle opere pubbliche per il 2015-2017 lavori di “miglioramento sismico e adeguamento alle norme” per una spesa di circa 9 milioni; lavori tuttavia mai effettuati», è scritto nel documento. «Appare del tutto evidente dagli atti che la Provincia non ha mai messo in dubbio i dati della verifica del 2013, ma al contrario – com’è ovvio – ne ha fatto la base per la propria programmazione di lavori. Solo in seguito a una richiesta di accesso agli atti, alcuni genitori sono venuti a conoscenza dei dati delle prove di vulnerabilità sismica eseguite nel 2013 e dunque delle carenze strutturali del corpo F e dei bassissimi indici di sicurezza».

L’ALLARME. Dati, questi, che hanno allarmato genitori, studenti e insegnanti e che hanno portato alle nuove verifiche. Intanto, la scuola resta chiusa. «Non ci risulta, a oggi, che gli organi competenti si stiano muovendo per cercare una sede alternativa, mentre apprendiamo della richiesta da parte del presidente della Provincia di un’ulteriore proroga di tre giorni di chiusura della scuola», spiegano. «La proroga non fa che confermare le perplessità già da noi espresse circa l’adeguatezza dei tempi programmati dalla Provincia per espletare le verifiche necessarie e produrre atti ufficiali chiari e completi in ordine alla sicurezza dell’edificio». Chiare le richieste di genitori, insegnanti e studenti: «Vogliamo conoscere: l’esito delle prove di carico e di ogni altro esame svolto nel corso delle recenti verifiche; l’esito di eventuali altre prove di carico già effettuate in passato; l’esito degli interventi locali sulla struttura portante dell’edificio effettuati dopo il sisma del 2009; il nominativo di coloro ai quali verranno affidati i controlli su dati e calcoli della verifica di vulnerabilità; l’esito di tali controlli e i nuovi eventuali indici di vulnerabilità dell’edificio. Chiediamo un nuovo certificato di agibilità, che tenga conto di tutti i dati, gli studi, le prove e i lavori effettuati dal 2009 a oggi; di individuare con la massima urgenza una sede provvisoria idonea per le lezioni. Fino a quando non saranno motivatamente smentiti, continueranno a fare fede i dati già in possesso della Provincia a seguito della verifica del 2013, che l’amministrazione non ha mai messo in dubbio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA