Una residente: denuncia: «Tiglio secolare abbattuto»
AVEZZANO. «Avezzano non è una città per gli alberi». Lo afferma indignata Tiziana Ercole, avezzanese e figlia del compianto maestro Marcello Ercole, che si è detta «indignata» dopo il taglio di un...
AVEZZANO. «Avezzano non è una città per gli alberi». Lo afferma indignata Tiziana Ercole, avezzanese e figlia del compianto maestro Marcello Ercole, che si è detta «indignata» dopo il taglio di un tiglio secolare sul marciapiede davanti alla sua abitazione in via Garibaldi. Tiglio che dalla finestra di casa l’aiutava a scandire il passare delle stagione, sin da quando era bambina.
«Il mio tiglio, i cui rami entravano dentro le nostre finestre, mi ha insegnato a riconoscere le stagioni anzi, fino al momento in cui è stato abbattuto», spiega con un pizzico di malinconia, «ho visto la chioma del tiglio agitarsi con il vento dei terremoti che precedevano le scosse, mentre lui è sempre rimasto lì ben piantato in quella terra che tremava. Tornata a casa dopo una lunga assenza, scopro che il tiglio non c’è più. È stato abbattuto quasi di nascosto nel mese di luglio, quando tutti erano al mare», denuncia indignata. «Poco importa perché gli abitanti del mio palazzo ne avevano decretato la morte nell’ultima assemblea, su pressione di un vicino la cui casa, costruita molto tempo dopo la presenza del tiglio, si addossava su un muro che il tiglio aveva osato sconfinare con i suoi rami e le cui foglie in autunno cadevano sul suo terrazzo. Ho fatto un giro per Avezzano in questi giorni», prosegue la donna, «avevo già assistito allo scempio dell’abbattimento degli alberi di piazza del Mercato, rimpiazzati da osceni scheletri da cartone animato dell’orrore. Poi è toccato a degli alberi in via Garibaldi. Così molti avezzanesi salgono tutti i giorni sul vicino monte della Madonna di Pietraquaria, in cerca di quel verde che in città è scomparso», conclude Ercole. (f.d.m.)
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