Una ripresa da 800 milioni: «Così cambierà l’Abruzzo»

Giovannini illustra il Pnrr destinato a ferrovie, porti, edilizia, scuole e sanità
L’AQUILA. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) dovrebbe portare in Abruzzo fondi per oltre 800 milioni di euro, di cui circa la metà di competenza del ministero delle Infrastrutture. A questi vanno aggiunte le quote del fondo complementare riservato alle zone terremotate (1,8 miliardi circa) e le risorse “ordinarie” per la ricostruzione. Cifre da capogiro che hanno bisogno di progetti di lungo respiro da fare in tempi strettissimi. Ieri mattina all’Aquila (unica tappa abruzzese), nel Ridotto del Teatro comunale, la presidenza del consiglio dei ministri ha organizzato un incontro aperto agli “attori” istituzionali e ai cittadini per spiegare che cosa è il Pnrr e quali sono gli obiettivi. Ne hanno parlato il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile Enrico Giovannini, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, il capo del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della Politica economica, Marco Leonardi. Sono intervenuti Giovanni Legnini, commissario per il terremoto del 2016, Marco Marsilio, presidente della Regione, Carlo Presenti della Struttura di missione per il sisma 2009, ed Elisa Grande di Casa Italia. In platea il prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, sindaci, consiglieri comunali e regionali, imprenditori, sindacalisti, studenti.
LE MODERNE INFRASTRUTTURE
Il ministro Giovannini, prima di parlare di cifre, ha premesso che «l’Abruzzo è una cerniera tra i mari Adriatico e Tirreno e in questo senso apre delle direttrici ferroviarie importanti». Una bella fetta delle risorse che il ministero delle Infrastrutture assegna all’Abruzzo riguarda proprio le ferrovie e in particolare il potenziamento della Roma-Pescara e della ferrovia adriatica, da Bologna a Lecce. Giovannini non ha fatto cenno alla ferrovia L’Aquila-Roma. Ne ha fatto richiamo nel suo intervento il presidente Marsilio che ha ricevuto l’applauso degli aquilani in platea. Giovannini ha parlato anche dei treni a idrogeno affermando che l’Abruzzo sarà una delle zone test perché, ha detto «questo tipo di alimentazione consente di non investire sull’elettrificazione che costerebbe molto di più. Gli investimenti sulle ferrovie, la cura del ferro insomma, non sono un obiettivo a caso ma vanno nella direzione di una mobilità meno inquinante, così come nel caso del rinnovamento del parco autobus». Il ministro ha poi concluso: «Abbiamo 10 anni per cambiare l’Italia. Nel Pnrr si valutano prima i tempi, poi i progetti, poi arrivano i soldi. E badate bene non si tratta solo del Pnrr ma anche del Fondo sviluppo e coesione, perché per quanto ampio, il Pnrr non basta ed è per questo che abbiamo chiesto altri 35 miliardi per le infrastrutture. Rispetto a prima, stavolta col Pnrr è molto diverso perché in passato si davano i soldi e poi si attendeva la realizzazione dei progetti che a quel punto era una variabile. Ora questa scansione è ribaltata. Al porto di Ortona, per esempio, è stato fatto un progetto, poi è stato ottenuto il finanziamento». Per il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, «il Pnrr deve essere accompagnato da riforme che portino al cambiamento del Paese come accaduto nel post emergenza, ad esempio nel terremoto dell’Aquila».
CASE, SCUOLA E SANITÀ
Il Pnrr non prevede solo ferrovie e viabilità in generale ma anche soldi per edilizia residenziale pubblica, sanità e istruzione. Questa parte l’ha illustrata Leonardi. Per l’Abruzzo sono previsti 46 milioni per la riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica e 210 milioni per la sanità (dove sarà fondamentale il ruolo della Regione). Sul capitolo istruzione l’Abruzzo avrà quasi cento milioni per gli asili nido e circa 18 milioni per le scuole dell’infanzia. Fondi cospicui ci saranno anche per la messa in sicurezza degli edifici, l’incremento di mense scolastiche, la costruzione o riqualificazione di palestre.
MARSILIO: DARE GARANZIE
Marsilio nel suo intervento ha sottolineato: «Siamo soddisfatti di sapere che l’Abruzzo è proposto come avanguardia dell’esperienza energetica con i treni all’idrogeno. Noi però chiediamo garanzie: ci sta tutto bene, ma vogliamo avere un trasporto veloce, moderno ed ecologico».
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