Una scorta d’acqua Santa Croce per aiutare Sonia

22 Dicembre 2015

Il titolare della ditta ha telefonato alla donna aquilana affetta ormai da anni da una rarissima forma di allergia

L’AQUILA. Un bagliore di luce e speranza nella difficile vita di Sonia Sette, la 51enne di Pizzoli affetta da una malattia rara che la rende allergica a quasi tutto. La donna, alcuni giorni fa, tramite il nostro giornale aveva manifestato forte preoccupazione per la crisi aziendale della ditta che imbottiglia l’acqua Santa Croce a Canistro: si tratta dell’unica acqua che può bere per cui un ipotetico stop alla produzione per lei potrebbe essere letale. «Il vostro articolo è stato basilare per la mia tranquillità» dice Sonia Sette, «in quanto, subito dopo la pubblicazione, mi è arrivata una telefonata da parte del titolare della ditta di Canistro che mi ha rassicurata: ha detto che comunque la produzione non si fermerà mai». «E, inoltre», prosegue, «ha aggiunto che mi arriverà, in regalo per Natale, un grosso quantitativo di acqua. Ho anche spiegato che il liquido deve essere imbottigliato in contenitori di vetro. Insomma, un poco di ottimismo e una mano concreta anche per me da parte di una ditta che comunque è in crisi». Per lei non è cosa da poco visto che consuma quattro litri di acqua al giorno. «In questi giorni», prosegue, «ho ricevuto tanta solidarietà dalla gente anche tramite facebook, gesti che aiutano a vivere». Il caso di Sonia Sette è il caso emblematico di come, improvvisamente, la vita possa diventare un percorso in salita. Circa 15 anni fa, dopo una banale influenza, cominciò a soffrire di un’allergia che con il passere del tempo divenne intollerabile. In un primo momento non potè più maneggiare le monete dell’euro, cui era allergica, al punto da dover lasciare il lavoro. Poi la patologia si è aggravata al punto da poter mangiare solo un paio di alimenti, a condizione di bollirli prima con l’aqua Santa Croce. Tollera solo pochissimi farmaci salvavita, ma non le vitamine. È costretta a vivere con una mascherina per evitare il contatto con il pulviscolo atmosferico. L’unico tessuto che tollera è il cotone e nella sua abitazione non può tenere molti mobili per evitare il contatto con la formaldeide. Questo a causa di una patologia incurabile che si chiama “Sensibilità chimica multipla”. Una vita con l’handicap: ha chiesto aiuto anche al papa e al presidente della Repubblica, ma senza esito.

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