Una targa per il generale Gandin

25 Settembre 2021

Cerimonia in ricordo dell’ufficiale ucciso dai tedeschi nell’eccidio di Cefalonia

AVEZZANO. È stata svelata, in un clima grande commozione, la targa commemorativa in onore del generale di divisione Antonio Gandin, l’ufficiale avezzanese fucilato dai tedeschi il 24 settembre del 1943 a Cefalonia insieme ad altri 136 ufficiali. Su iniziativa dell’amministrazione comunale di Avezzano e dell’Unione nazionale ufficiali in congedo d'Italia (Unuci), a 78 anni dalla strage la città natale del generale ha voluto riaccendere i riflettori sulla figura e sul sacrificio del comandante della divisione Acqui, barbaramente assassinato a 52 anni nell’isola greca.
Per questo ieri mattina le autorità civili e militari si sono date appuntamento di fronte al comando della polizia locale. A svelare la targa è stato il sindaco facente funzione di Avezzano Domenico Di Berardino. Da qui il corteo si è spostato nella sala consiliare dove il generale di divisione Vero Fazio ha raccontato i dettagli della battaglia nell’isola greca, le tappe della tragica uccisione degli italiani, descrivendo il contesto storico-politico in cui sono avvenuti i fatti. Il racconto del generale di divisione ha avuto momenti di profonda commozione segnati anche dalla presenza in Municipio della nipote di Gandin, Maria Cristina. «Gandin», ha sottolineato il generale Fazio, «ha preso decisioni dolorose dopo aver cercato in tutti i modi di salvare i suoi uomini. L’unità della nazione è stata rappresentata dall’estremo sacrificio suo e degli ufficiali che sono andati dinanzi al plotone di esecuzione cantando l’inno del Piave». Presenti in sala gli uomini e le donne dell’Unuci, a cominciare dal presidente primo capitano Floriano Maddalena, dal tenente colonnello Francesco Maria Sabatini, che ha definito Antonio Gandin «un eroe nazionale e nostro concittadino la cui vicenda si racconta a livello internazionale», e anche amministratori, tra cui i consiglieri Maurizio Seritti e Concetta Balsorio. La giornata di commemorazione dedicata a Gandin è terminata con un significativo applauso per una storia del passato in grado trasmettere importanti valori anche alle generazioni presenti e future in onore di un avezzanese capace di affrontare la più ingiusta delle prove, la sua condanna a morte, gridando senza remore: «Evviva l’Italia, evviva il tricolore» pochi istanti prima di essere fucilato. (f.d.m.)