Una vendetta dietro l’attentato fallito

3 Febbraio 2019

Margani e la moglie ascoltati dai carabinieri, la pista privilegiata è quella relativa alle tensioni sui contratti di lavoro

SULMONA. Il fallito attentato incendiario al coordinatore generale del Cogesa, Stefano Margani, ha fatto scattare l’allerta in una Sulmona indignata. Le indagini affidate ai carabinieri del capitano Maurizio Dino Guida mirano a dare un volto e un nome al responsabile dell’episodio di danneggiamento contro la Ford Focus parcheggiata nella villa del dirigente, all’estrema periferia di Introdacqua. La vettura ha riportato solo lievi danni a uno pneumatico perché le fiamme, appiccate dopo aver lasciato una scia di benzina, sono state spente prontamente. La famiglia era ancora sveglia (erano circa le 23) e si è accorta di quanto stava accadendo.
Margani e la moglie sono stati sentiti a lungo dagli inquirenti. Gli stessi investigatori, nelle prossime ore, ascolteranno di nuovo alcuni dipendenti e funzionari dell’azienda consortile dei rifiuti.
L’ipotesi più plausibile è che vi sia una vendetta dietro al fallito attentato e che potrebbero esserci collegamenti con il rogo del 24 novembre scorso, quando furono bruciati o seriamente danneggiati cinque mezzi in un deposito Cogesa. Episodi forse legati alle tensioni sui rinnovi di alcuni contratti di lavoro a tempo determinato: in parte scaduti a dicembre, mentre per altri il rapporto di lavoro finirà a marzo (in attesa delle delibere dei Comuni soci). Ma non si tralascia la pista della bocciatura Cogesa, a dicembre, al trattamento del pattume proveniente da Roma. La società ha circa 200 dipendenti e opera nelle province dell’Aquila e di Pescara.
Parla di «gesto gravissimo» il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini. «Esprimo la mia solidarietà a Stefano Margani e alla sua famiglia per il vile e incomprensibile gesto che li ha visti, loro malgrado, coinvolti», sottolinea la prima cittadina di Sulmona, «sono felice che fortunatamente l’episodio si sia concluso con un grosso spavento ma senza conseguenze gravi. Casi del genere sono piuttosto rari da queste parti e constatare che nel giro di poche settimane si siano invece verificati più episodi, colpendo luoghi e persone legate al Cogesa Ambiente, rende tutto piuttosto preoccupante. Un gesto gravissimo che deve essere perseguito con grande decisione. Confido che la magistratura e le forze dell’ordine possano fare piena luce sull’accaduto e si possano individuare i responsabili, così da consentire a tutti di recuperare la giusta serenità per riprendere il cammino. La serenità e la sicurezza delle persone e degli ambienti nel nostro territorio sono e devono restare un bene da difendere con grande determinazione».
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