«Una vera centrale dello spaccio» Almeno cento i clienti individuati

21 Agosto 2022

L’AQUILA. Una vera e propria centrale dello spaccio organizzata che serviva una rete di almeno cento clienti abituali. Così gli inquirenti definiscono quella sgominata nei giorni scorsi nel quartiere...

L’AQUILA. Una vera e propria centrale dello spaccio organizzata che serviva una rete di almeno cento clienti abituali. Così gli inquirenti definiscono quella sgominata nei giorni scorsi nel quartiere San Sisto dell’Aquila, nell’operazione che ha portato all’arresto di quattro persone e al sequestro di sei etti di cocaina, oltre a denaro e strumenti per il taglio e la distribuzione delle dosi. Ma anche di ben 12 smartphone, con cui gli imputati, sempre secondo gli inquirenti, ricevevano le richieste dei clienti sotto forma anche di parole in codice: ogni “birra” ordinata tramite Whatsapp corrispondeva a una dose di cocaina da 50 euro.
Agli arresti, dopo essere stati colti in flagranza di reato, sono finiti tre albanesi irregolari accusati di detenzione e spaccio di stupefacenti – Kristian Prifti di 22 anni, Ani Barjami di 24 ed Emilijano Trashani di 18, tutti difesi dall’avvocato Mauro Ceci – e un acquirente, il romeno 35enne Alexandru Dumitru Balan, ai domiciliari per aver violato la sorveglianza speciale a cui è sottoposto fino al 2025, che è difeso da dall’avvocato Valentina Picchioni.
Dopo aver convalidato gli arresti dei tre irregolari, il tribunale li ha condannati per direttissima i tre – a pene fino a 2 anni e 11 mesi – disponendone l’espulsione. Al momento sono a piede libero.
A parlare di “centrale di spaccio organizzata” è lo stesso verbale di arresto della squadra Mobile della questura dell’Aquila. Dopo aver colto in flagranza la cessione della droga in strada da Bajrami a Balan e a un altro acquirente, gli agenti hanno fatto irruzione nell’abitazione degli arrestati, dove hanno trovato Prifti e Trashani seduti a un tavolo mentre confezionavano dosi: 324 quelle pronte, per 160 grammi di cocaina. Nell’appartamento sono stati poi rinvenuti in totale 600 grammi di cocaina, 1.305 euro in banconote di medio taglio probabile provento dell’attività di spaccio, mannitolo, cellophane, un bilancino di precisione digitale e un frullatore impiegato per tagliare la sostanza. Sul tavolo anche 11 cellulari e un iPod, che continuavano a squillare ininterrottamente alla presenza dei poliziotti. È proprio dalle prime analisi su rubriche e messaggi contenuti all’interno dei 12 dispositivi sequestrati, che gli inquirenti hanno individuato immediatamente un centinaio di clienti della “centrale dello spaccio”. Ma gli accertamenti continuano, con il sospetto che la rete di acquirenti possa essere persino più estesa. (l.t.)