Una “vertenza L’Aquila” per il nuovo Governo

6 Settembre 2019

Rainaldi e De Bartolomeis (Confindustria): la scadenza della proroga è dicembre Col nuovo esecutivo non si può ricominciare da capo, bisogna fare in fretta

L’AQUILA. Le immagini degli imprenditori che sfilano lungo il corso accanto agli operai, con il caschetto in testa, sono ancora vive.
Era l’aprile 2018. A distanza di quasi un anno e mezzo dalla protesta di piazza, la soluzione al problema della restituzione delle tasse sospese dopo il sisma appare ancora lontana. Di contro, incombe la scadenza della proroga, fissata dal Governo al 31 dicembre.
200 AZIENDE A RISCHIO. Sono quasi 200 le aziende che rischiano di dover mettere pesantemente mano al portafogli, per un importo totale che supera i 130 milioni di euro. Preoccupa anche il risvolto occupazionale, con un migliaio di posti in bilico, che le imprese potrebbero essere costrette a tagliare. Dopo la pausa estiva, Confindustria L'Aquila Abruzzo Interno torna a invocare l'intervento della Regione e sollecita la convocazione di un tavolo tecnico-istituzionale «per non disperdere il lavoro di mediazione fatto finora».
La settimana prossima l'Associazione Industriali convocherà i rappresentanti delle attività produttive, per lanciare la «vertenza L'Aquila» e chiedere interventi straordinari. Il primo punto all'ordine del giorno sarà quello delle tasse.
APPELLO A MARSILIO. Confindustria chiama a raccolta il mondo produttivo e tende la mano alla Regione, con un appello al presidente, Marco Marsilio, volto «a riattivare il tavolo su tasse e ricostruzione istituito dall'ex presidente vicario, Giovanni Lolli, che vedeva insieme parlamentari, istituzioni locali, associazioni di categoria e sindacati».
È, in sintesi, l'intervento del delegato alla ricostruzione di Confindustria L'Aquila, Ezio Rainaldi, e del direttore, Francesco De Bartolomeis, che hanno tenuto una conferenza stampa per rimarcare la necessità di «fare presto. L'ultima proroga per il differimento della restituzione integrale delle tasse, concessa dallo Governo, scade a dicembre», ha dichiarato Rainaldi, «il primo passo è la riattivazione del tavolo regionale: uno strumento di coordinamento e interlocuzione che ha già dato esiti positivi, con il congelamento della restituzione delle tasse. Ma dicembre è dietro l'angolo», l'appello di Rainaldi, «chiediamo che il percorso costruito finora non venga interrotto. L'interlocuzione con il sottosegretario Giorgetti ha portato alla redazione di un dossier da riproporre al nuovo Governo. Non è pensabile ricominciare daccapo».
POSTI IN BILICO. La conta delle imprese coinvolte nella partita lascia perplessi: 200 aziende – tantissime, per un tessuto produttivo come quello aquilano – per un giro d'affari di 130 milioni di euro che l'Europa vuole indietro. Si era partiti con una stima di 76 milioni di euro, considerando il primo elenco stilato dal commissario, Maria Margherita Calabrò, che annoverava 126 aziende, ma il numero è destinato a crescere sulla base degli aiuti percepiti nel tempo. A rischio ci sono oltre 1.000 posti di lavoro, quasi il doppio se si considera l'indotto. Va da sé la richiesta di elevare la soglia del de minimis da 200mila a 500mila euro, per tirare fuori dal pantano il maggior numero di imprenditori.
RIUNIONE OPERATIVA. «La settimana prossima Confindustria convocherà il tavolo delle attività produttive con tutte le associazioni di categoria», ha annunciato De Bartolomeis, «lanceremo la “vertenza L'Aquila”, che somma al problema della restituzione delle tasse un focus sulle aree interne, per evitare lo spopolamento. La provincia aquilana continua a far registrare le performance peggiori in Abruzzo: se è vero che scende la cassa integrazione, aumenta il ricorso a strumenti di fuoriuscita definitiva dal lavoro». Infine, il problema del Genio civile «che non funziona, con i pochi investimenti in atto bloccati dalla burocrazia» e la partita dei fondi del 4% della ricostruzione, con 100 milioni di euro ancora da impegnare.
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