«Una violenza inaudita contro nostro fratello»

21 Settembre 2014

Parlano i familiari del geometra Cafaggi rapinato in casa da quattro banditi Grande solidarietà dal popolo di Facebook. La polizia: impossibile l’identikit

L’AQUILA. «Una violenza inaudita, che una persona normale non arriva nemmeno a concepire». La voce cortese di Andrea Cafaggi, fratello di Carlo, il geometra del Comune pestato a sangue giovedì sera da quattro malviventi in cerca di bottino nella sua casa tra Monticchio e Bagno, tradisce il desiderio di tagliare corto, di appendere la cornetta e tornare di là, dal fratello che riposa in camera da letto, a casa sua. Per ora non c’è in programma di tornare nella villa presa letteralmente d’assalto da ladri. Poche parole, quelle di Andrea, per descrivere il suo stato d’animo, ancora incredulo per un’aggressione in stile Bronx che ha ridotto con naso rotto e una serie di tumefazioni e con una prognosi si 30 giorni il fratello, davanti agli occhi atterriti dei figli adolescenti e della moglie. «E’ uscito dal Pronto soccorso nel pomeriggio di venerdì», ricorda, «è venuto subito qui da noi». Tutta la famiglia si è riunita, come per proteggersi dalla paura provata, per ricompattarsi contro il dolore. «Mio fratello deve riposare molto», prosegue Andrea Cafaggi, «oltre alle ferite fisiche è l’aspetto psicologico quello che mi preoccupa di più. E’ molto confuso e ricorda soltanto a momenti quello che è successo, ripete spesso le stesse domande. Credo che solo in queste ore stia comprendendo la reale portata di quello che è successo». A preoccupare la famiglia per le conseguenze dell’aggressione subita sono, però, soprattutto i bambini. «Adesso giocano con i cugini, ma sarà lunga e complessa la strada per superare lo shock e per tornare, tutti quanti, alla normalità». Il popolo di Facebook solidarizza con la famiglia Cafaggi e la sorella, Paola, riporta alla memoria il drammatico film «Arancia meccanica».

Sull’episodio è intervenuto il prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, per il quale «adesso non è il momento di parlare ma di agire». E di fronte alla percezione d’insicurezza denunciata dai cittadini garantisce che «l'attenzione della Prefettura è massima». Sulla stessa posizione il questore Vittorio Rizzi.

La Mobile ha ascoltato le persone che abitano nelle altre villette della zona, piuttosto isolata, nel tentativo di trovare indizi per individuare i banditi che secondo una prima ricostruzione sarebbero scappati a piedi. La polizia attende anche i riscontri della scientifica e nelle prossime ore conta di sentire Cafaggi. Secondo quanto si è appreso, comunque, non sarà possibile arrivare ad un identikit dei malviventi, ritenuti dei professionisti anche per la violenza dimostrata, perchè 3 su 4 hanno agito a viso coperto.

(m.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA