Unione degli studenti Sit-in di protesta contro le aule-pollaio

25 Settembre 2020

La manifestazione oggi pomeriggio davanti alla prefettura per chiedere fondi per l’accesso gratuito all’istruzione

L’AQUILA. «Il ritorno a scuola lascia aperti ancora molti interrogativi, dalla carenza di personale docente e l’inefficienza dei trasporti alle aule “pollaio” e l’inadeguatezza degli edifici scolastici». A parlare è l’Unione degli studenti che invita tutti ad aderire alla manifestazione in programma oggi alle 16 davanti alla prefettura, affinché la scuola diventi una priorità. «L’edilizia scolastica», scrivono gli studenti, «è da anni trascurata nel nostro paese, e la nostra città con il clamoroso caso del Liceo Cotugno, ma non solo, ne è il perfetto esempio. Allo stesso modo politiche di definanziamento della scuola hanno portato alla creazione di classi in forte sovrannumero, che costringeranno alla didattica a distanza una parte significante della popolazione studentesca. Ora più che mai è necessario un sistema di trasporti gratuito ed efficiente per garantire la salute e il diritto alla mobilità di tutte e tutti. La dispersione scolastica risulta una problematica sempre più urgente e il lockdown ha aggravato la situazione lasciando senza tutele la maggior parte degli allievi che non avevano accesso ad internet o non disponevano di device. Da anni chiediamo più investimenti sulla formazione e la garanzia del diritto allo studio. La questione della didattica a distanza», continuano gli studenti in una nota, «si aggrava parlando delle università, che vedranno la maggioranza degli iscritti non rientrare in ateneo e mantenere la didattica in remoto o mista, nel caos di app e prenotazioni di lezioni in presenza. Uno dei problemi principali dell’Università rimane la tassazione che rende l’accesso agli studi un vero e proprio privilegio di pochi. Alle tasse, si aggiungono i costi degli affitti privati, ai quali moltissimi devono rivolgersi a causa della bassissima percentuale di aventi diritto all’alloggio che riescono ad accedere alle residenze universitarie. La pandemia ha messo in luce problematiche che da anni noi denunciamo, servono investimenti massicci e per questo è fondamentale utilizzare i soldi del recovery fund per garantire accessibilità e gratuità dell’istruzione, per abolire le tasse universitarie e risolvere la problematica dell’abitare, per garantire trasporti ed edifici sicuri».
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