Unione di Comuni, summit con D’Alfonso

27 Novembre 2015

I promotori: «Un incontro proficuo nell’ottica della revisione delle spese e della ripresa economica»

SULMONA. Scatta la fase due del progetto del comune unico grazie alla legge regionale sulla coesione territoriale che è a buon punto. Lo ha assicurato il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, ai promotori del movimento «Ripensiamo il territorio».

«L’incontro è stato proficuo e fecondo di stimoli che tradurremo in un lavoro per aiutare il raggiungimento di obiettivi nell'interesse della costruzione di un futuro di ripresa e di solide prospettive strategiche» spiega Giovanni Natale per il gruppo - il Centro Abruzzo, «e non solo saranno al centro, visto che le tematiche che poniamo sono divenute ormai estensibili a tutte le aree interne del nostro Abruzzo. Siamo certi che l’assessore alle Aree interne Andrea Gerosolimo saprà farsene interprete, determinando quella svolta che da tempo ci si aspetta nel confronto tra costa e aree interne». Prossimo banco di prova sarà il convegno del 5 dicembre a Popoli. L'intento del movimento è quello di eliminare sprechi e facilitare la vita ai cittadini, attraverso servizi in compartecipazione fra le varie realtà territoriali. Sono più di 600 i consiglieri comunali, 60 i sindaci e 240 gli assessori per un totale di quasi mille persone, se si aggiungono gli amministratori dei vari enti sovracomunali. Grida vendetta l’esercito dei politici del Centro Abruzzo, un fazzoletto di territorio della regione che non supera i 90mila abitanti su 60 Comuni che si estendono su 3mila 150 chilometri quadrati. Numeri e cifre che sono la riprova dei tanto criticati costi della politica, soprattutto alla luce della revisione della spesa pubblica che per i cittadini fa rima col taglio di servizi e prestazioni essenziali, a fronte di una pressione fiscale fra le più alte d'Europa. Riparte proprio da queste considerazioni il lungo percorso del Comune unico, iniziato circa quattro anni fa sulla spinta di un Comitato promotore, poi diventato movimento, che è riuscito a farsi largo fra la politica degli annunci e degli sprechi, conquistando sul campo consensi maggiori. La proposta prevede l'unione di 60 Comuni, per 90mila abitanti, in un'area di 120 chilometri da Pescasseroli a Torre de’ Passeri, coinvolgendo Sulmona, Castel Di Sangro e Pratola e Alto Sangro.

(f.c.)

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