Università, allerta sicurezza

23 Gennaio 2017

Il professor Valenti alla rettrice: «Rendere pubblici tutti i dati sugli edifici»

L’AQUILA. Rendere pubblici gli esiti delle verifiche sugli edifici dell’Ateneo e il loro indice di vulnerabilità sismica. Lo avevano chiesto alla rettrice Paola Inverardi gli studenti nei giorni scorsi: non si sentono al sicuro nelle aule dell’Università, soprattutto dopo le scosse di mercoledì scorso che hanno causato la caduta di alcune controsoffittature in un corridoio del terzo piano dell’edificio universitario di Coppito 1.

IL DOCENTE INTERROGA. Sabato, a domandare maggiori certezze sulla vulnerabilità sismica degli edifici dell’Ateneo è stato anche un docente, Marco Valenti, che ha inviato alla governance e a tutto l’Ateneo una lettera per sollecitare «l’immediata adozione di ogni iniziativa atta a garantire e certificare lo stato di sicurezza sismica degli edifici universitari, senza compromessi, con produzione del fascicolo del fabbricato».

LA LETTERA. La nota ieri è diventata virale su Facebook. «Per ciascun edificio deve essere reso consultabile on line tutto il materiale relativo alle prove e un coefficiente di vulnerabilità», scrive Valenti. «Queste certificazioni devono essere rilasciate da una commissione di esperti, tralasciando iniziative di facciata o banali riscontri da parte di qualche settore interno. Non mancano tra i docenti dell’Ateneo qualificatissimi strutturisti, alcuni tra i quali referenti della magistratura in importanti procedimenti nelle varie sedi giurisdizionali. Ritengo inoltre necessario che l’amministrazione istituisca e potenzi un’area dedicata, investendo adeguatamente sulla sicurezza sismica dell’Ateneo, evitando interventi miopi e parziali. A nessuno sfugge che solo questo livello di sicurezza e di trasparenza potrà ancora rendere lo studiare all’Università dell’Aquila un’opzione praticabile per gli studenti, soprattutto fuori sede, e per le loro famiglie».

GLI STUDENTI. Insomma, una questione fondamentale non solo nella situazione contingente, ma anche per il futuro. «Vogliamo conoscere con precisione gli esiti dei sopralluoghi nelle strutture universitarie, per garantire un sereno rientro in Ateneo da parte di tutti, anche alla luce di alcune criticità riscontrate a seguito degli eventi sismici di ottobre, e soprattutto a causa del clima di incertezza e poca tranquillità che ha spinto molti, non solo studenti, ad allontanarsi dall’Aquila durante gli ultimi giorni», affermano, in una nota pubblicata ieri sui social, gli studenti dell’Udu (Unione degli universitari), che incalzano anche su un altro argomento. «Abbiamo chiesto all’Ateneo di posticipare tutta l’attività didattica dei giorni in cui l’Università è rimasta chiusa (quindi anche gli esami, l’inizio delle lezioni e le consegne per le lauree), ma non siamo stati ascoltati».

RIPRESA ATTIVITÀ. La rettrice ha comunicato nei giorni scorsi la regolare ripresa delle attività universitarie da oggi. «Non ha mai preso in considerazione la nostra richiesta di recuperare ciò che non è stato fatto nei giorni di chiusura e di far slittare le attività previste in quelli successivi», continuano gli studenti, facendo riferimento in particolare agli appelli d’esame. «Ci ha risposto che i docenti autonomamente decideranno di recuperare o meno e saranno flessibili verso chi si trova in zone in questo momento disagiate. È evidente come non ci si renda conto dell’impossibilità di mandare una mail sotto metri di neve e senza corrente, come non ci si renda conto che ancora non tutti i Comuni sono raggiungibili e la stessa Tua non ha ripristinato tutte le corse. Ci si aspettava una sensibilità maggiore da parte dell’Università. Purtroppo ci sono state segnalate già diverse sovrapposizioni di esami e differenze di trattamento tra i dipartimenti; senza una linea comune da parte della rettrice ogni docente deciderà autonomamente, creando confusioni e disagi». In ogni caso, stamani ci sarà un incontro tra gli studenti e tutti i direttori di dipartimento.

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