Università, arriva un nuovo giro di vite

4 Novembre 2020

Didattica a distanza per lezioni, esami e sedute di laurea, accesso vietato a biblioteche e sale studio

L’AQUILA. Alla vigilia del nuovo Dpcm che contiene ulteriori misure anti-Covid per cercare di contenere la seconda ondata di contagi in Italia, arriva anche per l’università del capoluogo un nuovo giro di vite. Nella giornata di lunedì, infatti, il rettore, Edoardo Alesse, ha firmato disposizioni ancora più restrittive delle precedenti, che saranno in vigore fino al prossimo 24 novembre. Intanto, anche gli studenti fanno sentire la propria voce: con una lettera ai vertici di Ateneo chiedono un medico per i fuori sede.
LEZIONI, ESAMI E LAUREE. In considerazione della grave situazione epidemiologica, si torna a una modalità universitaria totalmente telematica. «Le lezioni per i corsi di laurea triennali, magistrali e magistrali a ciclo unico fino al 24 novembre 2020 si svolgeranno esclusivamente con didattica a distanza», è specificato nelle nuove disposizioni. «Anche gli esami e le sedute di laurea si svolgeranno nella stessa modalità». Prevista modalità telematica anche per i concorsi.
BIBLIOTECHE E SALE STUDIO. «È interdetto l’accesso alle biblioteche e alle sale studio», secondo il documento. «Resta consentito il prestito con le modalità previste nel protocollo di sicurezza in tutte le sedi dell’Ateneo».
TIROCINI ED ESERCITAZIONI. È consentito l’accesso alle sedi e ai laboratori di singoli o piccoli gruppi, «con tracciamento delle presenze per attività di tirocinio, esercitazioni pratiche e preparazione di tesi di laurea». RICERCA. Stessa modalità vale anche per l’attività di ricerca: «È consentito l’accesso alle sedi e ai laboratori a docenti, personale tecnico, assegnisti e dottorandi, da soli o piccoli gruppi, con tracciamento delle presenze, per lo svolgimento di attività di ricerca».
AUTOCERTIFICAZIONI. Tutti gli accessi, anche del personale docente e tecnico, devono avvenire previa autocertificazione, da effettuarsi ad ogni ingresso utilizzando la app univAQ, o in mancanza, tramite sito di Ateneo o con modulo cartaceo».
UNIONE DEGLI UNIVERSITARI. Nella giornata di ieri gli studenti hanno inoltrato una lettera al rettore per chiedere che i fuori sede abbiano riconosciuto il diritto di essere assistiti da un medico del territorio. «Pensiamo da anni che sia un diritto, ci sono delle leggi che lo tutelano, adesso però il suo riconoscimento è diventato urgente e improcrastinabile», spiegano. «Con la pandemia in corso è essenziale avere un medico di riferimento dove ci si domicilia. Il sistema dei tamponi, infatti, richiede oggi la prenotazione tramite medico di base o Asl, la valutazione del medico è comunque essenziale per il ritorno in comunità, senza contare quanto sia essenziale avere un medico di riferimento in un momento in cui è importante non intasare il pronto soccorso, se non per effettiva necessità».
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