Università, 600mila euro e appena 14 matricole

28 Marzo 2018

AVEZZANO. Matricole “in via d’estinzione” alla facoltà di Giurisprudenza di Avezzano: gli iscritti dell’anno accademico alla sede distaccata dell’Ateneo teramano si contano sulle dita di tre mani (14)...

AVEZZANO. Matricole “in via d’estinzione” alla facoltà di Giurisprudenza di Avezzano: gli iscritti dell’anno accademico alla sede distaccata dell’Ateneo teramano si contano sulle dita di tre mani (14), mentre i costi per la comunità avezzanese, seppur quasi dimezzati negli ultimi anni, restano a sei cifre (600mila euro). Numeri che hanno fatto capolino a Palazzo di città in un summit con i rappresentanti delle associazioni di categoria. Il sindaco Gabriele De Angelis ha messo sul tavolo il caso della sede cittadina della facoltà di Giurisprudenza: «Ci costa 600mila euro all’anno e quest'anno abbiamo solo 14 nuovi iscritti, ma non la chiuderemo perché la città la vuole». Il caso fu sollevato già nel 2015 dall’ex capogruppo del Pd, Carlo Tinarelli, in un consiglio comunale: «L’Università è un fallimento, in 10 anni è costata oltre 7 milioni di euro al contribuente avezzanese». L’esternazione scatenò fiumi di polemiche ma poi tutto finì nel dimenticatoio. Adesso le associazioni auspicano una nuova riflessione. «A oltre un decennio dell’apertura», afferma il responsabile di Confesercenti della provincia, Carlo Rossi, «è opportuno aprire un ragionamento sulla questione per verificare se la sede distaccata di Giurisprudenza è utile alle esigenze del territorio oppure se occorre fare delle scelte diverse che potrebbero andare nella direzione di un istituto tecnico superiore prettamente specialistico che possa aprire concrete opportunità di lavoro per i nostri giovani». Insomma, urge un tagliando per capire se il “gioco vale la candela”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore della Cna, Pasquale Cavasinni, scettico fin dall’inizio sull’istituzione di Giurisprudenza. «Quella scelta fu poco ponderata», ricorda Cavasinni, «la situazione attuale lo certifica. Penso che sia il tempo di fare un’analisi approfondita sui risultati ottenuti, sulle ricadute economiche e sulle spese sostenute negli anni dalla comunità avezzanese: su queste basi si può impostare una riflessione attenta e pianificare una strategia condivisa con scelte legate alle eccellenze del territorio. Giurisprudenza è una facoltà con poco mercato».
Il presidente di Confartigianato ricorda il rischio di chiusura del tribunale. «Rischio oggettivamente alto», evidenzia Lorenzo Angelone, «e questo non aiuta la causa. Vista la situazione, sarebbe il caso di avviare un ragionamento a tutto campo teso a definire il quadro reale della questione Università, per valutare il da farsi e, se opportuno, verificare la possibilità di una scelta diversa che sia funzionale alle aspettative e alle risorse del nostro territorio».
Sull’apertura di una verifica concorda il presidente di Confcommercio.
«Visto che si tratta di una questione rilevante per la città», chiosa Roberto Donatelli, «un tagliando è utile per capire se ci sono problemi ed eventualmente aggiustare il tiro».
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