Università, dal Ministero arrivano 76 milioni di euro

Rispetto al 2015 ne sono stati assegnati un milione e 300mila in più
L’AQUILA. Sono in arrivo quasi 76milioni di euro per l’Ateneo aquilano da parte del ministero dell’istruzione. È stato completato nei giorni scorsi, infatti, l’iter di assegnazione delle risorse per il 2016 che prevede una somma importante per l’Università del capoluogo che rispetto al 2015 “guadagna” circa un milione e trecentomila euro, pari all’1,13% in più, piazzandosi al nono posto tra gli atenei in crescita. Una «grande soddisfazione» per la rettrice, Paola Inverardi, che sottolinea come quello aquilano sia uno dei pochi Atenei a cui è stato accordato un aumento di risorse in tutta Italia: appena 23 su 60.
IL DECRETO. Il decreto con i criteri di ripartizione della quota premiale e del fondo perequativo destinati alle Università statali, pubblicato nei giorni scorsi, riguarda l’ultima tranche di stanziamenti previsti dal Fondo di finanziamento ordinario degli atenei (Ffo) per il 2016. La quota premiale e il fondo perequativo quest’anno sono stati assegnati successivamente alla quota ’base’ in attesa dei risultati della Valutazione della qualità della ricerca condotta dall’Anvur (l’Agenzia di valutazione nazionale), che sono stati trasmessi al Miur a metà dicembre.
I FONDI. I fondi per la premialità ammontano per il 2016 a 1.433.000.000, il fondo perequativo è 195 milioni. La ripartizione della quota premiale tiene conto dei nuovi risultati della Valutazione della qualità della ricerca.
Proprio in vista di questa novità, sono state incrementate le risorse perequative: +85,7% rispetto al 2015, con lo scopo di contenere l’eventuale riduzione di risorse nel limite massimo del -2,25%. Limite che non è stato raggiunto da nessun ateneo: la riduzione massima non è mai superiore al -1,13% rispetto al 2015. Per il 2016 il Fondo di finanziamento totale, fra i vari capitoli, ammonta a 6.927.317.619 euro, in linea con il 2015. Di questi 75milioni 867mila euro sono destinati al capoluogo abruzzese e poco più di 91milioni all’Ateneo di Chieti Pescara. Grazie agli interventi delle ultime leggi di Bilancio, nei prossimi due anni il Fondo crescerà rispettivamente dell’1,9% (7.056.470.534) e del 6,1% (7.352.836.573).
I PARAMETRI. Lo stanziamento dei fondi è stato fatto in base a quattro parametri: a una quota base (derivante anche dalle dimensioni dell’Ateneo) è stato aggiunto un punteggio per la ricerca, per le politiche di reclutamento, per l’internazionalizzazione e per il numero di studenti attivi. «Complessivamente, rispetto all’anno scorso siamo andati meglio sulla ricerca» spiega la rettrice. «Anche la diminuzione del numero di inattivi è stata valutata positivamente. Sulle politiche di reclutamento non siamo andati male e abbastanza bene sull’internazionalizzazione. Siamo uno dei pochissimi Atenei in crescita».
LE TASSE. Oltre a questi fondi l’ateneo può contare anche su quelli provenienti dalle tasse: circa 14 milioni di euro. «Il budget totale sarà di circa 90 milioni di euro, una cifra di tutto rispetto. Siamo soddisfatti di questo risultato perché dimostra che le politiche fatte in questi ultimi anni vanno nella direzione giusta. Ci sono però ampi margini di miglioramento» continua la Inverardi. «Per qualche tempo come valutazione della ricerca bisognerà tenere conto di questa che si riferisce agli anni dal 2011 al 2014, ma bisogna iniziare a lavorare da subito per migliorare. È chiaro tuttavia che il fondo di funzionamento ordinario è costruito per incentivare sempre di più gli atenei a adottare alcune politiche. Queste possono piacere o meno, ma vanno seguite per mantenere quello che si ha e per evitare di depauperare l’Ateneo. A livello politico diciamo quello che pensiamo, ma siamo amministratori di istituzioni importanti che non possiamo correre il rischio di impoverire. Bisogna perciò giocare con le regole che ci danno, al meglio. I due piani vanno distinti».
IL RITARDO. L’Ateneo, tuttavia, sconta ancora i danni prodotti dal terremoto del 2009 secondo la rettrice: «Siamo in ritardo rispetto gli altri, nell’immediato post terremoto, infatti, sono state fatte politiche a mio avviso contestabili. Ci siamo inseriti in questo meccanismo con ritardo, forse ci voleva più attenzione. Per di più stiamo ancora recuperando alcuni degli edifici che ospitavano le vecchie facoltà. L’Ateneo di Chieti/Pescara per esempio avrà più fondi di noi perché da anni sta attuando politiche che vanno nella direzione indicata dal ministero. Sta a noi adesso cercare di mantenere i risultati ottenuti nel futuro e se possibile migliorare per poter contare su un numero sempre maggiore di finanziamenti e conseguentemente di servizi».
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