Università, iscritti a quota 18mila Assunzione per 40 ricercatori

9 Gennaio 2021

Il rettore: «Nonostante il coronavirus registriamo l’aumento delle immatricolazioni tra il 16 e il 20% Speriamo nel ritorno alla normalità che veda i nostri ragazzi frequentare lezioni in presenza» 

L’AQUILA. Cresce, in numeri e consensi, l’Ateneo dell’Aquila. Con una forbice che oscilla tra il 16% e il 20% di immatricolazioni in più nel 2020-2021 rispetto allo scorso anno. Numeri che portano la popolazione universitari a 18 mila studenti: una risorsa importante per la città e il territorio. La pandemia non ha frenato la corsa di Univaq «che si attesta come il maggior promoter nel campo della ricerca», dice il rettore Edoardo Alesse, che annuncia un rafforzamento dell’organico. Entro l’anno saranno banditi concorsi per l’assunzione di 40 ricercatori, nei vari dipartimenti. Prima di Natale l’Ateneo aveva dato il via al reclutamento di 35 figure professionali nell’area tecnico-amministrativa e addetti alla biblioteca.
Un’accelerata che ha portato l’Università aquilana a piazzarsi al secondo posto in Italia e all’87esimo, a livello mondiale, nella classifica sulla sostenibilità promossa dal Times Highen Education. Poco distante da grandi atenei internazionali come la University di Tokyo e di Helsinki.
NUMERI IN CRESCITA. «Il 2020, nonostante la pandemia, si chiude con un bilancio positivo», afferma Alesse. E a pesare, sul piatto della bilancia, è soprattutto “l’attrattività” del polo universitario, che ha fatto registrare una crescita di immatricolazioni tra il 16% e il 20% (il dato preciso si avrà a febbraio, con la chiusura delle iscrizioni).
«Ma c’è anche l’ottimo piazzamento nel rating del Times Highen Education, che ha analizzato parametri come la qualità della didattica, inclusività, uguaglianza di genere, lavoro e crescita economica. Risultati che contiamo di consolidare in futuro», evidenzia il rettore che, in riferimento alla fase pandemica in atto auspica «una ripresa delle attività didattiche in aula, nella seconda sessione, anche con modalità mista, dando la facoltà agli studenti di scegliere».
Attualmente si svolgono in presenza solo alcuni tirocini, la preparazione delle tesi di laurea e i corsi di dottorato.
NUOVE ASSUNZIONI. L’Università dà anche lavoro. Appena prima di Natale sono usciti i bandi per l’assunzione di trentacinque unità di personale tecnico-amministrativo.
«A breve», sottolinea Alesse, «a valere di un piano straordinario per l’assunzione di ricercatori, procederemo a bandire selezioni per 40 ricercatori di tipo B, con contratto a tempo determinato, di durata triennale che prenderanno l’abilitazione scientifica nazionale per diventare professori associati». I bandi saranno scaglionati e riguarderanno, in modo omogeneo, tutti i dipartimenti: medicina, ingegneria, fisica, chimica e scienze umane.
LA CASA DELLE TECNOLOGIE. È uno dei risultati “targati” Univaq, «che nell’operazione ha avuto un ruolo primario», ricorda Alesse, con il 50% della progettualità messa in campo, insieme a partner come Gssi, Comune e altri atenei.
«Stiamo investendo molto sulla ricerca», evidenzia il rettore, «questo pone la nostra Università come uno dei maggiori promoter del territorio con progetti di eccellenza, in particolare con Ex-Emerge, il centro istituito nel 2019 per promuovere la ricerca nel settore delle telecomunicazioni e l’organizzazione di conoscenze scientifiche avanzate, che riguardano l’equipaggiamento tecnologico dei veicoli del futuro».
Come anche la Casa delle tecnologie, che promuove start-up attraverso nuovi modelli di sviluppo resi possibili dalla tecnologia 5G, con particolare riferimento al campo della sicurezza di infrastrutture, luoghi e persone.
LA TERZA MISSIONE. Per l’Università la “terza missione” è l’impatto con il territorio, la ricerca applicata per creare sviluppo e occupazione.
Anche per questo non mancano gli investimenti come il milione di euro per il potenziamento della parte strumentale dei vari dipartimenti e il potenziamento del Centro delle microscopie, che analizza materiali utilizzati dalle industrie ed effettua analisi strutturali e il Centro di diagnostica molecolare e terapie avanzate.
«L’Università è in buona salute», conclude Edoeardo Alesse, «l’auspicio è che vada scemando la fase pandemica e si possa tornare a una situazione di normalità, a una routine che veda i nostri ragazzi frequentare le lezioni in presenza. Gli studenti universitari sono linfa vitale per L’Aquila, hanno contribuito allo sviluppo e alla crescita di questa città, anche in termini economici. E certamente continueranno a farlo».
Le lezioni in presenza, come in tutta Italia, sono state bloccate nell’autunno scorso, per limitare i contatti e la curva del contagio.
Nella sessione primaverile l’Università conta di riattivare almeno la didattica mista, con buona parte delle lezioni in presenza e la possibilità, per chi ne farà richiesta, di poter seguire da remoto.
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