Università, protesta la giovane mamma: «A noi serve la dad»

L’AQUILA. «L’università dell’Aquila non tutela le neomamme»: a lanciare l’accusa è una studentessa fuori sede che critica la scelta dell’ateneo di sospendere la didattica a distanza (dad) per tutti,...
L’AQUILA. «L’università dell’Aquila non tutela le neomamme»: a lanciare l’accusa è una studentessa fuori sede che critica la scelta dell’ateneo di sospendere la didattica a distanza (dad) per tutti, senza eccezioni. «I nostri piccoli hanno necessità di essere allattati ogni tre ore, hanno bisogno nei primi mesi di vita del contatto fisico con la madre, ma sembra che questo non interessi minimamente all’università» spiega la neomamma. Per l'Inps molte di noi saranno in maternità ancora per uno o due mesi, ma per Univaq non esistiamo. I laboratori a frequenza obbligatoria nella mia facoltà sono di 4 ore al giorno fino a 4 giorni la settimana, a cui bisogna aggiungere il viaggio di andata e ritorno. Per un totale di 5 o 6 ore al giorno. Un arco di tempo nel quale un neonato dovrebbe essere allattato almeno due volte. Nel 2022 non dare la possibilità a noi madri con bambini di età inferiore a un anno di frequentare in dad» conclude, «vuol dire calpestare il nostro diritto allo studio, vuol dire tornare indietro di anni, vuol dire non dare a tutti pari opportunità, vuol dire non vivere in una società civile».
Pronta la risposta del rettore, Edoardo Alesse: «La scelta del nostro ateneo di non proseguire con la dad, senza eccezioni, è assolutamente in linea con quella presa, a livello nazionale, dalla grande maggioranza degli atenei italiani. Durante la pandemia, abbiamo sempre ribadito che per noi quella in presenza rappresentava una forma di didattica irrinunciabile e insostituibile, perché più efficace e motivante per i nostri studenti e le nostre studentesse. L’università deve tornare ad essere il luogo meraviglioso che conoscevamo prima della pandemia, un luogo dove si apprende, si cresce e si socializza, interagendo gli uni con gli altri. Quanto al caso specifico, sarà compito dei consigli di area didattica, degli organi accademici e dei singoli docenti valutare e decidere». (m.c.)

