Uno dei vigilantes venne malmenato nel 2012 al Megalò
Un vigilante rimasto coinvolto nell’assalto al portavalori di ieri a Pratola è lo stesso che nel 2012 rimase ferito nel piazzale del centro commerciale Megalò di Chieti quando quattro banditi armati...
Un vigilante rimasto coinvolto nell’assalto al portavalori di ieri a Pratola è lo stesso che nel 2012 rimase ferito nel piazzale del centro commerciale Megalò di Chieti quando quattro banditi armati di fucili a pompa si avventano contro tre agenti dell’Ivri mentre trasportavano i sacchi con gli incassi al blindato. L’ultimo episodio in Abruzzo risale, però, al gennaio scorso sulla A14, all’altezza di Ortona, quando una guardia giurata era riuscita a sventare un colpo da 500mila euro. Colpo messo a segno l’anno prima in via Verrotti a Pescara ai danni del furgone dell’istituto di vigilanza Aquila che trasportava 120mila euro per le pensioni. Nel 2019 un portavalori era stato preso di mira a Montesilvano da una banda che è riuscita ad arraffare 60mila euro. E un mese prima ancora, sempre l’agenzia Aquila, aveva subìto un assalto a Santa Teresa di Spoltore. Anche in quell’occasione il bottino fu di 120mila euro. Restarono a bocca asciutta, invece, i rapinatori armati di pistole e kalashnikov che nell’aprile 2016 tentarono l’assalto a un furgone portavalori di Ortona, sull’autostrada A14, che trasportava un milione e mezzo di euro. A guastare la festa arrivò una pattuglia della Polstrada. A dicembre del 2012, colpo fotocopia sull’A14, sempre ai danni di Vigilanza Aquila. La gang era formata da una ventina di persone che dettero anche alle fiamme due auto utilizzate per l’assalto al portavalori: il bottino fu di oltre 600mila euro. L’anno prima c’erano 650mila euro nella cassaforte del portavalori preso di mira sempre a Ortona da un commando armato formato da una decina di uomini che aveva abbandonato gran parte del bottino portando via, alla fine, solamente alcuni sacchi che erano nella cabina di guida. (f.d.m.)

