Uno striscione di 20 metri: la protesta dei costruttori

Il presidente dell’Ance: «Nel 2016 mille operai in meno al lavoro nei cantieri Quest’anno si prevede un passivo di duemila, chi frena la ricostruzione?»
L'AQUILA. Uno striscione di dieci metri per due campeggia, da ieri, sulla storica sede dell'Ance al Torrione. L'emblema della protesta dei costruttori che hanno deciso di scendere in piazza. E di manifestare apertamente un dissenso che cova da mesi. Il presidente dell'Ance, Ettore Barattelli, ha scelto di abbandonare la linea diplomatica e di passare alle maniere forti, «in un momento di grave ristagno della ricostruzione aquilana». «Nel 2016 mille operai in meno nei cantieri. Nel 2017 duemila operai in meno previsti. Chi rallenta la ricostruzione?», recita lo striscione. Domande a cui il presidente dell'Ance risponde ritando fuori i nomi e specificando i nodi della protesta. L'Ance è affiancata, nella battaglia, dall'ordine degli Ingegneri, dagli Architetti e dall'associazione Amministratori di condomini.
«La scorsa settimana», ricorda Barattelli, «abbiamo presentato un ricorso al Tar contro il mancato adeguamento Istat del contributo di ricostruzione dal 2009, da parte degli Uffici della ricostruzione dell'Aquila e dei comuni del cratere, che non hanno recepito il nuovo tariffario regionale. Un secondo ricorso verrà depositato se non sarà immediatamente ritirato il decreto sugli spuntellamenti emanato lunedì scorso dall'Ursa, completamente difforme da quanto concordato con gli Ordini professionali e fortemente penalizzante per le ditte che non hanno chiesto il rimborso in passato». Infine, la questione white list «sbagliata nella forma e nella sostanza, in quanto la lista è stata diffusa dall'Usra senza concertazione con le associoni datoriali», sottolinea Barattelli, «con il risutato di tagliare fuori decine e decine di ditte che non risultano in elenco pur avendo presentato regolare domanda, non ancora istruita dagli uffici competenti. Una discriminante inaccettabile».
L'Ance andrà avanti ad oltranza. «Chiediamo alla classe politica di prendere atto che la situazione si sta aggravando: è necessario intervenire sulle criticità che si trascinano da mesi, tra un tavolo di concertazione e l'altro», aggiunge Barattelli, «i dati parlano chiaro: nel 2016 abbiamo avuto 1.000 operai in meno nei cantieri della ricostruzione aquilana, con 500 milioni di euro di contributi pubblicati. Siamo ad agosto e sono stati pubblicati appena 150 milioni di contributi per la ricostruzione post-sisma. Significa che nel 2017 lavoreranno, tirando le somme, circa 2mila operai in meno rispetto al 2015. È ormai evidente che, al di là della complessità della missione, sussiste un problema di colpevole inerzia ed insensibilità istituzionale da parte di alcuni enti, ai quali chiediamo una decisiva sterzata».(m.p.)
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