Urban center, i 5 Stelle a De Angelis: chiarisca sui possibili compensi

1 Agosto 2018

AVEZZANO. Spunta l’interrogazione del Movimento 5 Stelle sulla nomina dell’ex assessore Rocco Di Micco nel ruolo di presidente dell’Urban center, difeso a spada tratta dai capigruppo di maggioranza,...

AVEZZANO. Spunta l’interrogazione del Movimento 5 Stelle sulla nomina dell’ex assessore Rocco Di Micco nel ruolo di presidente dell’Urban center, difeso a spada tratta dai capigruppo di maggioranza, mentre Massimo Verrecchia, consigliere pre-anatra zoppa, esprime solidarietà al dottor Domenico Barbati, presidente in pectore «messo fuori gioco» dal sindaco De Angelis. «Nessun dubbio sulla possibile validità Di Micco», sostiene Francesco Eligi, «ma sull’opportunità e il metodo sì». Il consigliere accende i riflettori su una contraddizione di fondo dell’Urban center «pubblicizzato come strumento di democrazia partecipata e centro propulsore di idee innovative. È evidente», evidenzia Eligi, «che l’amministrazione ha realizzato l’idea progettuale prescindendo dalla più elementare dialettica interna a tutte le parti politiche che compongono l’assise cittadina, senza alcun coinvolgimento delle associazioni che ne rappresentano la base fondante, optando per una nomina di chiaro stampo politico e non di una scelta super partes. Di Micco è un esponente dell’Udc ed ex assessore». Su quest’ultimo punto, Eligi chiede al sindaco «se la nomina con contrasta con le disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità e se l’incarico prevede compensi o rimborsi spese a carico del Comune». Nessun dubbio, invece, per i capigruppo di maggioranza: «Con l’individuazione di Di Micco presidente dell’Urban center l’amministrazione ha inteso puntare sulla consolidata esperienza amministrativa e sulle indubbie capacità umane, relazionali e professionali che ha dimostrato negli anni. Caratteristiche che lo rendono la scelta migliore per garantire alla Consulta delle consulte una guida autorevole, dinamica e produttiva, non condizionabile. Ci amareggia che la sua nomina abbia dovuto subire stucchevoli quanto sgradevoli ironie dai consiglieri del Pd e dalla coalizione Di Pangrazio che non esiste più». L’attacco a Di Micco, infatti, non è stato condiviso dal consigliere Mario Babbo che «ha preso le distanze», mentre Verrecchia punzecchia il sindaco De Angelis per aver «cambiato le carte in tavola estromettendo Barbati». Un intreccio da far girar la testa. (m.s.)
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