Urban center, sott’accusa la scelta di De Angelis

9 Settembre 2018

AVEZZANO. I consiglieri comunali di minoranza Gianfranco Gallese e Cristian Carpineta, della coalizione Di Pangrazio, e Francesco Eligi, del Movimento 5 Stelle, hanno manifestato tutto il loro...

AVEZZANO. I consiglieri comunali di minoranza Gianfranco Gallese e Cristian Carpineta, della coalizione Di Pangrazio, e Francesco Eligi, del Movimento 5 Stelle, hanno manifestato tutto il loro disappunto per il «modo sbrigativo e inconcludente» con cui si è svolta l’ultima seduta del consiglio comunale, che aveva come oggetto la discussione di importanti interrogazioni e interpellanze. I tre consiglieri, si riferiscono, specificatamente, al punto riguardante la nomina a presidente dell’Urban center di Rocco Di Micco al posto di Domenico Barbati, scelto in precedenza dal sindaco Gabriele De Angelis, di cui «erano state evidenziate pubblicamente capacità e requisiti di alto livello professionale e sociale, con esperienza nell’associazionismo no-profit e nel volontariato». Nell’interrogazione si chiedeva, appunto, quali fossero state le motivazioni che avevano indotto il sindaco a sostituire Barbati con Di Micco, esponente dell’Udc locale e per poco tempo anche assessore comunale, dimessosi per opportunità politica. Alla seduta del consiglio erano assenti il sindaco De Angelis, a cui era rivolta l’interrogazione, e tutto il gruppo Udc, mentre il vice Cipolloni è arrivato in ritardo. L’assessore Leonardo Casciere ha riferito agli interroganti che la nomina del presidente dell’Urban center è prettamente fiduciaria, ma ha anche garantito che il ruolo in questione non darà diritto ad alcun compenso, se non a titolo di rimborso spese, previa sempre idonea dimostrazione delle stesse. «È l’assenza del sindaco De Angelis che va stigmatizzata, perché era lui a dover chiarire», lamentano i tre, «un esempio lampante di mancanza di democrazia partecipata e di trasparenza amministrativa. Questa è la filosofia politica che persegue questa amministrazione? E che dire delluuscita inopportuna della Francesconi sul compenso di 15mila euro l’anno alla Mazzocchi? Non ce l’abbiamo con Di Micco e Mazzocchi, ma si tratta di capire con quali criteri questa amministrazione assegna gli incarichi fiduciari».
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