Usi civici, Comitato di San Vittorino contesta il Comune

18 Maggio 2020

L’ente non si costituisce a difesa degli interessi della frazione nella causa contro Pizzoli per la proprietà di una vasta area

L’AQUILA. «Il consiglio comunale, il 15 maggio, ha votato a maggioranza contro la richiesta di costituzione del Comune in difesa degli interessi dei cittadini di San Vittorino nella causa aperta dal Commissariato usi civici contro il Comune di Pizzoli per la proprietà dei terreni di uso civico della montagna di San Mauro». A affermarlo è il Comitato per la costituzione dell’amministrazione separata degli usi civici di San Vittorino. «I terreni in questione gravati da uso civico si trovano su Colle San Mauro», sottolinea il Comitato, «che è posto a ridosso dell’anfiteatro di Amiternum e dove è stato realizzato un poligono di tiro. Su buona parte del colle è in corso un giudizio al Commissario agli usi civici per stabilire se la proprietà è dei naturali di San Vittorino o di quelli di Pizzoli. Alla prima udienza commissariale del gennaio scorso il Comune dell’Aquila non si è presentato a difendere, mancando l’amministrazione separata, gli interessi frazionali. Ancora più grave è che a giudizio appena iniziato, i due comuni – Pizzoli e L’Aquila – sono entrati a gamba tesa cercando di risolvere una controversia che non tocca risolvere a loro ma al Commissario agli usi civici e si sono accordati non per difendere gli interessi collettivi ma per difendere altri interessi. L’assessore Fabrizio Taranta, nel suo intervento in consiglio, per giustificare il no alla nostra richiesta ha richiamato atti tra i Comuni già in essere facendosi forza di una vecchia sentenza del Commissario che, a ben leggerla, tratta altri argomenti e non il contenzioso dei confini civici tra i due Comuni. Vogliamo ricordare all’assessore Taranta e ai consiglieri che hanno votato contro che i terreni non sono del Comune. Ne rivendicano la proprietà i naturali di San Vittorino e forniscono a prova catasti antichi. Gli stessi “cives” hanno chiesto alla Regione di costituirsi in “Speciale rappresentanza” in attesa di formalizzare l’Amministrazione separata. Il Comune ha oggi l’obbligo di confrontarsi con questi cittadini prima di prendere qualsiasi decisione su terreni che non ha in proprietà ma solo in gestione. È la prima volta che il Comune non si costituisce in difesa dei diritti dei naturali. Ci considerate cittadini di altra serie e snobbate gli interessi collettivi e i beni comuni. È nostra intenzione contrastare queste mostruosità amministrative e difendere i nostri diritti».