Uve peligne contro l’effetto serra

16 Giugno 2015

Pratola, sperimentazione della Regione d’intesa con aziende del settore

PRATOLA PELIGNA. Corretta e puntuale gestione delle pratiche agricole, ottimizzare i tempi per i trattamenti della vigna ed efficienza energetica dei mezzi meccanici. Questi i principali alleati per ridurre la produzione dei gas responsabili dell’effetto serra durante la produzione dell’uva. A metterli in luce, lo studio condotto a Pratola Peligna e denominato “Viduso” da poco terminato. L’indagine, iniziata nel 2012, è stata finanziata dalla Regione e condotta sulle aziende vitivinicole del territorio, in collaborazione con il consorzio per la ricerca vitivinicola ed enologica in Abruzzo. «In particolare», spiega Velia Di Bacco, tra i promotori del progetto, «abbiamo monitorato ogni singola attività che viene compiuta nella produzione dell’uva in determinate aziende del territorio. Tutti gli interventi sono stati valutati sulla loro capacità di emettere i gas responsabili dell’effetto serra come l’anidride carbonica e dove possibile, trovate soluzioni per la mitigazione dell’emissione». Elementi importanti che potrebbero anche rappresentare un passo verso un marchio di qualità per la Valle Peligna. «La coltivazione della vigna», ha detto il ricercatore dell’università D’Annunzio, Claudio Pattara, «contribuisce alla riduzione dell’effetto serra, ma per migliorare la sua portata è necessario avere particolari attenzioni nelle diverse fasi di produzione. Segnaliamo la corretta gestione dei trattamenti con fertilizzanti, fitosanitari e lavorazioni meccaniche; l’utilizzo di macchine agricole efficienti per ridurre di emissioni tra il 10% e il 20%. Tra le cause che moltiplicano la produzione di gas ci sono le condizioni climatiche che obbligano a più trattamenti, mentre l’efficienza tecnologica aiuta la sua riduzione». Le attività sperimentali sono state compiute nelle aziende vitivinicole Petrella, Vignale e Ferrai della Valle Peligna.

Federico Cifani

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