Va in pensione il pompiere Miconi

In prima linea dopo il sisma da coordinatore, il tributo dei colleghi vigili del fuoco
L’AQUILA. È stato tra i primi, in quella tragica notte tra il 5 e il 6 aprile del 2009, a mettersi al lavoro tra le macerie dell’Aquila. Poi, nel post-sisma, è stato in prima linea nella messa in sicurezza del patrimonio storico e architettonico, che ha guidato.
Tra i tanti compiti di rilievo, che in 30 anni lo hanno portato in tutte le calamità nazionali, anche quello della formazione dei volontari delle associazioni.
Nei giorni scorsi, dopo la lunga carriera, il vigile del fuoco Gabriele Miconi è andato in pensione. E il comando aquilano dei pompieri lo ha salutato con una festa vera e propria nel suo ultimo giorno di servizio, con tanto di suono della sirena e dio fumogeni. E poi l’abbraccio di un centinaio di colleghi.
Per loro Miconi sarà un esempio. Durante la sua carriera ha ricevuto anche riconoscimenti importanti. Uno, appunto, professionale: pochi giorni dopo il terremoto dell’Aquila il ministero lo ha nominato coordinatore delle attività svolta dalle squadre Saf speleo-alpino-fluviale dei vigili del fuoco nelle zone colpite dal sisma, che prevedevano numerose e complesse operazioni di messa in sicurezza di beni artistici e monumentali.
Nel 2010 ha ricevuto il prestigioso Premio Comunicazione per essere stato tra le figure più in vista nelle ore immediatamente dopo il sisma, avendo coordinato le operazioni di estrazione delle persone sepolte sotto le macerie.
Nel 2020, nella sede comando provinciale dei vigili del Fuoco dell'Aquil,a ha invece ricevuto dal prefetto Cinzia Torraco l’onorificenza di cavaliere.
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