Vaccini a casa per 1.500 anziani E riapre il centro di Bazzano

16 Aprile 2021

Entro la prossima settimana sarà ultimata la somministrazione della prima dose agli ultraottantenni Scorte per altri quattro o cinque giorni. Il direttore Pompei: «Martedì attendiamo nuovi rifornimenti»

L’AQUILA . Entro la prossima settimana dovrebbe essere completata la somministrazione della prima dose agli Over 80 e a metà maggio sarà effettuata a tutti la seconda. Ci sono però 1.500 anziani, nell’intera provincia, che hanno dichiarato di non essere trasportabili e che dovranno essere vaccinati a domicilio. A fornire i dati è il direttore del dipartimento di Prevenzione della Asl 1 Domenico Pompei, che conferma la riapertura del centro vaccinale di Bazzano, dopo lo stop di mercoledì dovuto alla carenza di dosi. Da lunedì gli otto punti di somministrazione attivi sul territorio provinciale lavoreranno, forniture permettendo, a pieno regime, sia la mattina che il pomeriggio. Intanto, ieri in città si sono registrati 16 nuovi casi, a fronte dei 93 della provincia. Resta alta l’attenzione sui numeri, visto che il rischio zona rossa non è ancora scongiurato. E non diminuisce la pressione sulle strutture ospedaliere, in particolare sul San Salvatore, dove i reparti Covid continuano ad essere affollati.
PIANO VACCINALE. Mercoledì sono arrivati 6 vassoi di fiale, per circa settemila dosi, che daranno ai centri di vaccinazione della provincia un margine di attività di 4/5 giorni. «Martedì prossimo», annuncia Pompei, «attendiamo altri rifornimenti di Moderna, il giorno dopo di Pzifer, altre 800 dosi di AstraZeneca già si sono. Rispetto all’obiettivo di tremila vaccinazioni al giorno, eravamo a buon punto, con circa 2.500/2.600 somministrazioni. Poi abbiamo dovuto fare i conti con la mancanza di scorte e siamo scesi a 1.100/1.200, fino alle 900 inoculazioni di mercoledì, quando siamo stati costretti a chiudere l’hub di Bazzano. Nei prossimi giorni contiamo di tornare a pieno regime». Nella giornata di ieri sono state vaccinate 2.100 persone. Alla data del 14 aprile in provincia erano state somministrate 75.850 prime dosi e 23.614 seconde dosi. Gli Over 80 completeranno il ciclo entro metà maggio. Ma ci sono 1.500 persone che hanno dichiarato di non essere trasportabili e per loro dovranno essere organizzate vaccinazioni a domicilio, affidate ai medici di base. Finora ne hanno usufruito circa 200. «Per la categoria dei fragili», aggiunge il direttore Pompei, «ne restano da vaccinare 12mila, a fronte dei 27mila prenotati».
LA DENUNCIA. «Agli psicologi dell’Aquila, contrariamente a quelli delle altre province abruzzesi e a quanto fatto per tutti gli altri sanitari, non viene somministrato il vaccino Pfizer, ma AstraZeneca». A denunciarlo è il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci. «Mettere gli psicologi aquilani davanti alla scelta di tutelare se stessi o il proprio posto di lavoro è inaccettabile», afferma, «ma non vorrei che questa mia riflessione sia fraintesa: qui non c’entrano le due velocità che si vivono tra costa e aree interne, qui non c’è un gap da colmare. Qui si assiste a sperequazioni di diritto e di trattamento tra i sanitari delle Asl provinciali e di questo chiedo formalmente le ragioni al manager Roberto Testa».
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