Vaccini, chiusi 8 ambulatori

8 Luglio 2017

La Asl: «Più sicurezza, qualità e 15 assunzioni». Il sindaco di Celano: «Scelta insensata»

AVEZZANO. Per i sindaci la scelta è «scellerata». Secondo la Asl, che parla di razionalizzazione, si «alza la soglia della sicurezza». A partire da agosto, in otto ambulatori della Marsica – Celano, San Benedetto dei Marsi, Pescasseroli, Carsoli, Civitella Roveto, Gioia dei Marsi, Trasacco e Collarmele – non sarà più possibile sottoporsi a vaccinazioni. Gli utenti dovranno obbligatoriamente raggiungere Avezzano, Pescina o Tagliacozzo.
«Si tratta di un accorpamento dei servizi in locali che rispondono a precisi standard strutturali», sottolinea il manager della Asl, Rinaldo Tordera, «la qualificazione professionale del personale, l’assunzione di nuovi operatori, l’accurata informazione ai genitori, ampliando al contempo l’apertura al pubblico degli ambulatori per 5 giorni a settimana. Con il piano di riorganizzazione della rete vaccinale territoriale verranno eliminati sprechi, carenze e debolezze, rivedendo l’assetto alla luce del nuovo piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-2019 e del recentissimo Decreto Lorenzin sui vaccini obbligatori per l’accesso scolastico».
La riorganizzazione, già introdotta da tempo all’Aquila e a Castel di Sangro (che hanno un centro vaccinale ciascuno) e in corso a Sulmona (dove si passerà da due a un solo centro vaccinale), nella Marsica verrà avviata ad agosto e prevede la concentrazione del servizio in tre sedi: Avezzano, Pescina, Tagliacozzo. Una scelta logistica, secondo la Asl, che andrà di pari passo con il potenziamento degli organici (prevista l’assunzione di 11 infermieri e 4 medici), l’accesso agevolato al servizio (con prenotazioni on line), la puntuale informazione ai genitori e la messa in sicurezza dei locali.
«Con la riorganizzazione», aggiunge Tordera, «innalzeremo l’asticella della sicurezza, che è in cima alle nostre priorità». La nuova impostazione del servizio è stata messa a punto dalla direzione aziendale, affiancata dal Dipartimento di prevenzione, diretto da Domenico Pompei e dal Servizio igiene e sanità Pubblica, guidato da Enrico Giansante.
«La concentrazione dell’attività vaccinale», riprende Tordera, «consentirà, grazie a massicci investimenti su personale e logistica, di superare le criticità dovute all’attuale frammentazione della rete, che nella sola Marsica comprende ben 11 ambulatori periferici, unico caso in tutto l’Abruzzo. Un assetto che, di fronte alle novità introdotte dallo Stato in materia di vaccinazione obbligatoria, e non, difficilmente sarebbe in grado di assicurare sicurezza, velocità, specifica preparazione del personale addetto, continuità negli orari di apertura. Oggi, in non pochi casi, gli ambulatori periferici sono aperti per un solo giorno a settimana, erogano poche prestazioni e, oltre ad essere costosi, sono di scarso beneficio alle comunità locali. Dalle aree più decentrate basterà spostarsi di pochi chilometri».
La nuova impostazione organizzativa non riguarderà l’erogazione della vaccinazione antinfluenzale agli anziani.
Il piano, però, ha spinto i sindaci alla protesta. Il sindaco di Celano, Settimio Santilli, si è unito alla presa di posizione del primo cittadino di Ovindoli, Simone Angelosante.
«Il limite è colmo», afferma Santilli, «non mi sembra una scelta sensata e sono d’accordo con il primo cittadino di Ovindoli quando evidenzia in particolare il grave disagio che questa comporterà per le fasce più deboli della società. Sono quantomeno indignato, poi, per l’incomprensibile esclusione di Celano, che è bene ricordarlo è sede del Distretto sanitario di base. Il piano di razionalizzazione delle spese adottato dalla Asl non porterà ad alcun risultato concreto, in termini economici, ma solo ad aumento delle difficoltà e dei disagi da parte dei cittadini che in alcuni casi per provvedere alla vaccinazione devono sobbarcarsi decine di chilometri».
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