Valle del Campanaro: 37 km di sentieri ripuliti dai volontari

Poggio Picenze, nasce una mappa per la valorizzazione Progetti per il rilancio turistico con trekking e handbike
POGGIO PICENZE. A suo modo è un piccolo miracolo. Tre volontari, lavorando per anni, hanno riscoperto, ripulito e disegnato su una mappa, ben 37 chilometri di sentieri che si sviluppano all’interno della Valle del Campanaro, un’area di centinaia di ettari di bosco che sovrasta Poggio Picenze, paese a un quarto d’ora di macchina dall’Aquila. Un vero tesoro naturalistico che nei secoli passati veniva frequentato per fare legna, per il pascolo e anche, in piccola parte, per l’agricoltura. Oggi, anche grazie al rimboschimento realizzato negli anni Cinquanta del secolo scorso, è diventato un’oasi di silenzio e pace.
LA DONAZIONE. Ieri mattina nel Comune di Poggio Picenze i tre volontari, Francesco Adiutori, Nunzio Galeota e Giampiero Manilla hanno sottoscritto un documento – controfirmato dal sindaco Antonello Gialloreto – con il quale hanno donato al Comune una dettagliatissima mappa e una miriade di foto, sui “Sentieri delle tre pietre”. Il Comune di Poggio Picenze, per valorizzare i sentieri e l’intera area naturalistica, ha già presentato richiesta di finanziamento per due progetti. Il primo, di 500.000 euro, è nell’ambito di Restart, il programma che attinge fondi in percentuale su quelli della ricostruzione. Il secondo, invece, di 800mila euro, è per la messa in sicurezza idrogeologica della Valle del Campanaro che prevede la sistemazione della principale strada di accesso. Presente anche il presidente regionale del Cai Gaetano Falcone. Il Club alpino, infatti, darà una mano soprattutto per quanto riguarda il posizionamento della cartellonistica lungo i sentieri.
HANDBIKE. Ma c’è anche un’altra novità. Gadaf Haliti, responsabile dell’associazione “No Limits bike”, ha annunciato che si sta lavorando per realizzare nella Valle del Campanaro una “pista” per Handbike che sarebbe un “unicum” a livello nazionale in grado di richiamare migliaia di persone ogni anno. Inoltre, quando il lavoro sui sentieri sarà completato, entreranno in gioco anche altre variabili. L’afflusso turistico darebbe infatti slancio alla ricettività locale (ristoranti soprattutto) senza contare che dentro l’area verde ci sono due rifugi, di cui uno già fruibile. All’incontro hanno partecipato una trentina di persone ed è bello scoprire che c’è tanta gente che senza nulla chiedere in cambio opera per la comunità.
PERCORSI GIÀ FRUIBILI. Giampiero Manilla, il primo a intuire la potenzialità turistica dei sentieri della Valle del Campanaro – cominciando più di tre anni fa a lavorare per valorizzarli – ha affermato fra l’altro: «Già da oggi tutti i percorsi sono fruibili, ma per la sicurezza e la tranquillità di ognuno bisognerà aspettare la planimetria con relativa segnaletica che verosimilmente verrà posizionata su un cartello alla partenza dei tracciati in modo da avere il quadro completo di quello che secondo noi diverrà il gioiello del paese, un biglietto da visita di non poco conto. La caratteristica di questi sentieri è quella di essere stati dotati di “deviatori” di acque, briglie fatte con pietre poste obliquamente rispetto al sentiero che, se non ci fossero state, noi oggi non avremmo più potuto riconsegnare i sentieri stessi a chi vorrà fruirne. Non possiamo né dobbiamo nascondere quanto paziente e minuziosa sia stata la nostra ricerca, basti pensare al sottobosco che abbiamo trovato. In alcuni tratti la fittissima e a tratti intricata vegetazione, unita allo strato di terra e fogliame accumulato in 50-60 anni, ci ha reso la vita difficile, ma alla fine la nostra volontà ha avuto la meglio. Ritrovare queste piccole briglie è stato per noi trovare ogni volta un tesoro. Tali briglie sono costituite al 98% di tre pietre. Questa caratteristica ci ha dato l’idea di denominare i sentieri “Sentieri delle Tre Pietre”. Il loro andamento, unito all’ambiente ancora selvaggio, soddisferanno ogni esigenza, dall’atleta a colui che vuole semplicemente inebriarsi del profumo di conifere. Le distanze sono tali che anche gli appassionati di Trekking e Nordic walking – una camminata in cui le braccia spingono in modo opposto e alternato rispetto ai piedi con l’aiuto di appositi bastoni – avranno di che divertirsi. Percorrendo i sentieri, a seconda della stagione si potrà procedere sotto l’ombra degli alberi, camminare accanto a interminabili fungaie, respirare l’odore refrigerante del timo selvatico e della santoreggia, aprire i polmoni al profumo delle ginestre, meravigliarsi davanti all’esplosione di colore delle innumerevoli varietà di fiori, si avrà il piacere di passeggiare su lunghissimi tappeti di muschio e anche su tratti di pietrame, si godrà di posti unici e di una pace dell’anima che solo quel tipo di sentieri sapranno dare».
SENTIERI PER TUTTI I GUSTI. «Vogliamo», ha continuato Manilla, «che i nomi da noi tre assegnati ai vari sentieri rimangano tali, soprattutto perché nella denominazione è insita la caratteristica del percorso. Abbiamo chiamato il sentiero numero 1 “Sentiero della selva” perché percorre il cuore dell’intera selva; il numero 2 “Sentiero della salute” perché nonostante sia il più lungo è quello che, tolte due rampette, sale con pendenze costanti che non affaticano; il numero 3 “Sentiero della storia” perché lungo il suo percorso si incontrano tracce del passato, il numero 4 “Sentiero dello sportivo” perché è quello più adatto a persone atleticamente e fisicamente preparate, in alcuni tratti ci sono pendenze di oltre il 40%».
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