Vandali scatenati in centro storico San Bernardino, edicole imbrattate

18 Marzo 2022

Di nuovo verniciate le caratteristiche nicchiette a ridosso della basilica, scritte anche lungo il Corso Da via della Genca a piazza Regina Margherita: mappa dei nuovi raid. I cittadini chiedono le telecamere

L’AQUILA. Nicchiette di San Bernardino di nuovo imbrattate. Il tradizionale luogo di ritrovo degli adolescenti («Ci vediamo alle nicchiette») è stato preso di mira dalla banda della bomboletta spray che imperversa indisturbata in città. Dalla targa in Braille per ipovedenti divelta dal supporto e poi fatta sparire dall’ingresso della basilica di San Bernardino alle mura verniciate di rosso e di nero, nel tratto tra viale Rendina e Porta Tione, passando per il raid vandalico dello scorso gennaio al tunnel pedonale del terminal di Collemaggio (ancora chiuso). E c’è di più. Non solo mura storiche, ma anche intonaci esterni rifatti di fresco dei palazzi appena ristrutturati dopo tredici anni dal terremoto, in pieno centro storico.
la mappa del degrado
Le scritte sono comparse anche lungo corso Vittorio Emanuele, nel tratto all’incrocio con via Verdi. Segnacci con la vernice deturpano palazzi in piazza Regina Margherita. Andando verso via della Genca, il muro verniciato di recente di una palazzina da poco restaurata è diventato una specie di enorme lavagna con scritte e disegni di colore blu, molto estesi. Parecchie altre scritte s’intravedono sotto la vernice nonostante i tentativi di farle sparire. Succede, ad esempio, in via Fortebraccio e lungo i portici di San Bernardino. E se è vero che lungo il corso gli operai del Comune sono riusciti a cancellare quasi del tutto le scritte nere che deturpavano alcune cabine dell’Enel, il lavoro per gli imbianchini è destinato ad andare avanti ancora per molto tempo. Almeno fino a quando non si riuscirà a porre rimedio a questo stato di cose.
GLI ULTIMI EPISODI
Gli operai comunali hanno effettuato una prima ripulitura delle mura storiche deturpate dai vandali. Ma le pietre bianche sono rimaste macchiate dalla vernice. Nella zona tra viale Rendina e Porta Tione era comparsa anche una svastica, oltre alla A rossa, simbolo del movimento anarchico. In un angolo era stato acceso un falò, tra lattine e immondizia, che aveva annerito le pietre. Attende ora di essere ricollocata la tabella per la lettura in Braille posta sul leggio di marmo bianco installato dal Rotary Club L’Aquila cinque anni fa, all’esterno della basilica. Un’iniziativa realizzata grazie al finanziamento della Fondazione Carispaq in collaborazione con l’Accademia di Belle arti, la Soprintendenza e l’Unione italiana ciechi. Nel denunciare l’accaduto, Giorgio Paravano, presidente dell’Aquila per la Vita, aveva condannato l’episodio auspicando, nel contempo, la ricollocazione della tabella all’interno della basilica di San Bernardino, «considerato che la città appare senza un minimo di controllo».
«servono più telecamere»
L’indignazione corre sui social. I cittadini, stanchi della serialità di certi episodi, chiedono a gran voce l’implementazione del sistema di videosorveglianza. E denunciano altre situazioni di degrado. «A viale Rendina», scrive una cittadina, «tutte le sere, e il sabato in particolare, diversi ragazzi vanno in gruppo verso la strada che porta alle mura. Spesso si trovano bottiglie buttate per terra e gran confusione...forse una pattuglia che passa ogni tanto quando è buio potrebbe controllarli e, chissà, intimorirli». «All’Aquila non ci sono abbastanza telecamere: il Comune dovrebbe salvaguardare i monumenti che spesso vengono imbrattati o distrutti».
(ha collaborato
Raniero Pizzi)
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