Vandali scatenati: raid di notte nel palazzo Ducale di Paganica

Divelti e svuotati gli estintori: imbrattati locali, fontane e giochi. Villa comunale chiusa per la bonifica L’assessore Taranta: gli incivili vanificano gli sforzi sulla riqualificazione urbana, presto le telecamere
L’AQUILA . Controlli, multe e la fatica di una ricostruzione difficile non frenano vandali e incivili. Il Comune punta sul progetto finanziato dall’Usra per potenziare il sistema di videosorveglianza e nel frattempo controlla le zone più sensibili tramite le telecamere già installate in centro. Il problema, però, fa notare l’assessore alla Sicurezza urbana Fabrizio Taranta, resta culturale ed educativo. «Non possiamo correre dietro a chiunque fa danni o sporca», sottolinea. «È necessario più senso civico».
ASSALTO A PAGANICA. Gli episodi, intanto, si susseguono a ritmo sempre più serrato. L’ultimo è stato scoperto ieri mattina. Durante la notte precedente i vandali hanno preso di mira la villa di Paganica e in particolare Palazzo Ducale assegnato all’Amministrazione separata dei beni di uso civico (Asbuc) e a disposizione dei residenti. Sono stati divelti e svuotati gli estintori, imbrattando locali, giochi per bambini e fontane e spaccando le panchine. La villa è stata chiusa per la bonifica degli spazi. «Si tratta dell’ennesimo episodio di vandalismo», spiega il presidente dell’Asbuc Fernando Galletti, «siamo stufi di inoltrare denunce senza risultati». L’amministrazione ricorda di aver chiesto alla prefettura il via libera all’installazione di telecamere. «Quest’autorizzazione ancora non arriva», conclude Galletti, «eppure era stata annunciata come imminente un anno fa». Poche ore prima del raid a Paganica, in città era stato sporcato da scritte con vernice spray un tratto delle mura storiche in prossimità di Porta Tione e al parco del Castello è stata abbattuta parte della staccionata di legno ai lati del percorso salute. E qualche mese fa, per restare alle situazioni recenti, è stata riempita di schiuma la Fontana luminosa.
SFORZI VANIFICATI. «In questo periodo stiamo cercando di restituire alla città spazi che erano in abbandono», sottolinea Taranta, «anche perché la ricostruzione negli anni passati ha richiesto un impegno per il quale è stato tralasciato tutto il resto». L’assessore fa riferimento a interventi anche in «zone fuori mano» e a igienizzazioni dopo le notti della movida. «Abbiamo chiesto all’Asm uno sforzo supplementare per la pulizia di spazi dove vengono lasciati rifiuti», osserva Taranta che cita ad esempio le ripetute sanificazioni della zona sotto i portici di San Bernardino. «Sono interventi che comportano impiego di uomini, mezzi e risorse sottratti ad altri possibili impieghi», evidenzia, «e che soprattutto risultano vani senza collaborazione da parte di tutti».
I CONTROLLI. L’assessore fa risaltare l’efficacia di iniziative, come le giornate ecologiche, organizzate da diverse associazioni. «Alla fine sono pochi gli indisciplinati», osserva, «ma fanno danni che costano a tutti». In attesa dell’attivazione del progetto da quattro milioni di euro messi a disposizione dall’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, l’amministrazione ha già messo sotto controllo tramite telecamere alcuni punti caldi della movida come piazza Duomo, Parco del Sole, piazza Santa Maria Paganica e piazza Regina Margherita. «La videosorveglianza si è rivelata efficace come deterrente», spiega Taranta, «ma anche per individuare i responsabili di atti vandalici ed episodi violenti come la rissa in centro che vide coinvolti diversi ragazzi a fine febbraio».
LA POLEMICA. Il raid a Paganica, però, secondo il capogruppo in Comune di Cambiare Insieme-Idv Lelio De Santis, è emblematico. «La frazione più popolosa dell’Aquila, come lamentano tanti abitanti, vive una situazione di trascuratezza e di abbandono: lasciata nel degrado ambientale, senza la cura di strade e di giardini, e senza un adeguato servizio di vigilanza a tutela dei luoghi pubblici e di intrattenimento per i bambini e gli anziani», afferma il consigliere, «a parte l’importante azione dell’amministrazione di uso civico, la frazione non dispone di un adeguato servizio di controllo e di vigilanza dei maggiori punti sensibili, la popolazione si sente poco protetta e le famiglie hanno timore anche di consentire ai loro bambini di frequentare in serenità i giardini e i giochi pubblici». Secondo De Santis, dunque, «è arrivato il momento che la giunta pensi seriamente, senza attendere le prossime elezioni, a installare un sistema di videosorveglianza nella zona».
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